Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dà nno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con à ncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...] Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio. Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"
![]()
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità , i minuti e le sciocche banalità , "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.
54 - la ragazza che si sposa
Appartamento Misto
Ari
Blu notte giallo limone
Calzino Sexy
Cucina Democratica
Gaea Muir
Herramienta Mental
Infausto online
Io, Funambola
L'orso elettrico
La Betta
La Profe!
Laddove Forse
megorias regadas de una mengana
MegrezM
Onde Anomale
Paloma
rafeli blog: diario delle piccole cose
Sex and the City
Strepitupido!
Sushi di pensieri
Tone's Sculpture
Vero Sudamerica
Ari, la contessa rocker in trasferta brasileira
La Granduchessa di Toscana, Maestra di Couscous e anche lei ambasciatrice in Terra Brasilis
Edi, Signora dal capello sempre perfetto, ha abbandonato la Città Rossa per la seducente CapitalCity
L'AVciDuca Sgrevio del Regno di Sicilia, Bardo per la Casata della pasta al forno
La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake
bristoliana
carta bianca
doctors corner
free listening
io e ormone pallato
laureanda con giudizio
la mia famiglia e altri animali
la terra dei cachi
on the road
pellicolacea
politicamente
quattro sotto un tetto
quisquilie e vanitÃ
quotidiano animale
sklero gratuito
vida de barrio
La7 - Forum di Rugby
Alessandro Fusco - il blog
FederRugby
Rugby.it
Six Nations - Italian section
Planet Rugby
Lillo è il nichilista assoluto, lo snobismo fatto a peluche, l'abisso del nulla in forma morbida e pelosa. -in gentile adozione da la Bambina Filosofica-
*loading* passanti

SenzaOrologio è una repubblica dove ogni limite ha una pazienza sotto Licenza Creative Commons.
l'ordine degli ultimi giorni comprenderebbe una lista di pensieri che avrebbero voluto esser schiaffati su carta, ma in realtà per un motivo o per l'altro se ne sono rimasti a gironzolare pacificamente nel mio cervello, infastidendo il neurone nel suo tentativo (quantomai vano) di preparare un esame di Storia Contemporanea (sono passata di livello, stavolta vado col monografico... yeye!
)
However, il weekend ha regalato nuove conoscenze, un pomerigigo di piacevoli passeggiate in allegra compagnia e una sospiratissima cioccolata calda (con tanto di cheesecake al cioccolato!), finita in fretta e furia perchè purtroppo, qui, siamo in England e i caffè chiudono alle 5 il pomeriggio (maledetti!!!). La sera trascorre con Mari a chiacchiere e una pasta veloce, che si rivela un po' troppo problematica da digerire... (mai quanto le trofie al pesto di ieri sera comunque, ho lottato contro il mio stomaco fino alle 2 di notte... paiura!)... mentre la domenica ci ha portate sul trenino per Bath, immersa in una giornata di vento *freddissimo* anche se con un sole meraviglioso!
L'episodio di domenica:
dopo un lautissimo sunday roast usciamo per dare un'occhio alla cattedrale (che prima era chiusa ai turisti per i services della mattina). Fatto sta che proprio di fronte, ci lasciamo sviare da questi omini stranamente semi-nudi in perizomini di pelle che urlano nel mezzo della piazza con nugolo di gente intorno. Ci si guarda... Vabbeh, diamo un'occhiata cinque minuti (visto che, comunque, si continuava a gelare). Questi simpatici ometti si rivelano in realtà artisti di strada, che proseguono il loro show per almeno altri 20 minuti... fatto sta che, al termine, ci giriamo. Cattedrale chiusa....
Ecco quello che succede quando metti uno di fronte all'altro "spirito & corpo"...sviate da queste trivialità... direi che la scena si commenta da sola...
(qui sotto: Mari in anteprima a Royal Crescent, sulla collina che domina Bath... malgrado il sorrisino innocente, lei era con me in tutto questo... hehehehe)

E dopo questo piccolo delirio aggiungo un post che avrebbe dovuto datarsi 28 Gennaio:
Quanto è semplice a volte girare pagina.
Bastano anche meno di otto ore di sonno, una giornata di sole, l'ispirazione dettata dal vizio mangereccio di una colazione dalla bakery sotto casa. Mi intrufolo fuori dal letto, con ancora la voglia di coperte e lenzuola calducce addosso, attraverso il corridoio freddissimo e, asciugamano a portata, mi butto sotto una doccia meno bollente di quanto vorrei.
All'uscire dal bagno mi aspetta Zit, il mio coinquilino marocco-francese, che ha deciso di andare a Bath proprio oggi con gli amici. Dopo due chiacchiere, ognuno parte per i fatti suoi. Torno in camera e inizia il rituale mattutino. Mi infilo nei pantaloni blu di velluto, scelgo la mia maglia arancione preferita a lupetto e la felpona azzurra. Nuova nuova come un bebé, mi dirigo verso la bakery con la macchina fotografica in mano, che oggi c'è una luce stupenda, siamo di poco sotto zero e il parco è una meraviglia.
Incontro una serie di signore coraggiose coi loro cani, un sir in maglione arancio che si accanisce sul vetro della macchina con l'antigelo e una nonnina che mi saluta passando davanti alla fermata del bus. "Croissant e pan au chocolat"... un omaggio a Zit, visto che la pasticceria tradizionale non offriva 'sto che...
Torno a casa gustandomi il freddo che pizzica le guance, avvio la kettle per il mio the mattutino.
Click.
Parte la ventola del pc, nel silenzio della mia stanza, mentre tutta la casa dorme ancora.
Il tutto poi si smentisce nelle trafile di pensieri che mi hanno tenuta impegnata in questi giorni successivi. Alias. Come è facile smentirsi appena girato l'angolo. Ma questa è un'altra storia.
... domanda da un milione di dollari.
Un ragazzo bellissimo ti invita a entrare all'1 di notte dopo che siete arrivati a piedi, praticamente di fronte a casa. E sali, trascorri due ore di meravigliose chiacchiere che non vorresti finissero mai. Passa il tempo e si scoprono cose, si parla di musica, viaggi, famiglia, ex girlfriends e boyfriends. E via così finchè davvero gli sbadigli non si riescono più a contenere. La coincidenza vuole che il tuo mezzo di locomozione a due ruote sia stato rubato proprio sotto il tuo naso ( o meglio dall'altra parte del vetro della finestra) e il suddetto ragazzo bellissimo e dalla meravigliosa conversazione ti inviti a restare a dormire.
Ora, la logica dice... dopo 6 ore di lavoro, alle 4 del mattino l'unica cosa che razionalmente desideri è rivedere come per magia il tuo letto, ma la prospettiva di mezz'ora nella gelida notte inglese con gente che ti ruba le bici così come fossero noccioline... non è allettante. E dunque dici si senza neanche star troppo a fare complimenti. (ovviamente l'idea di un taxi non ti sfiora nemmeno!)
Dopo una notte passata risvegliandosi ogni cinque minuti perchè il personaggio che giace sull'altro lato del letto (e tra l'altro adora invadere il tuo spazio...) almeno un difetto ce l'ha: russa! (ma non batterà mai la mia storica zia... e dunque ho detto tutto). Dicevo... dopo una nottata passata a tirarsi schiaffi mentali onde evitare che i tuoi pensieri inizino a prender corpo in "azioni concrete"... arrivano finalmente le benedette 11 del mattino e suona la sveglia (sospiro di sollievo e salivazione amara... della serie, ma quando mi ricapita?!). Ovviamente questo non è un sogno. Al suono del maledetto affarino che vibra sul pavimento ti stai già preparando a tirar una manata da "ca*** ho dormito 5 ore, come osi maledetto!" ... quando ti rendi conto (e stavolta sul serio) che la cosa calda e soffice che stavi pseudo abbracciando nel sonno non è il solito peluche o il tuo cuscinone preferito, ma l'essere vivente proprietario di lenzuola, matrimoniale e monolocale in cui sei ospite. Miracolo dei miracoli, non tira un minimo di imbarazzo nell'aria. Dopo un'altra ora di chiacchiere (perchè al di fuori del solito ambiente è affetto da simpatica logorrea...!) mi avvio un po' a malincuore verso casetta, con la testa tra le nuvole.
Passano 4 giorni. Lui non si fa sentire. E non serve dire che tu cadi vittima della sindrome da "attesa di chiamata da immunodeficente non acquisito".
Ecco, ora trovate l'intruso nella storia e appena riuscite a vederlo,... sparate a vista!!!
Mi galvanizzo alla lettura della lettera della mia contessa lisboeta a Vittorio Zucconi (la Repubblica), in merito alle elezioni portoghesi. Clikkate qui al titolo "Uniti per la lotta". E come dice lei: "che questo non succeda anche da noi".
che non ho estro di cercare un titolo. Che oggi è una giornata "strana" e non ho voglia di fare assolutamente un tubo.
Giovedì finisco le lezioni e da lì comincia il punto di domanda: che farò? Certo, ci sono gli esami da preparare in Italia e blablabla, ma il tempo qui a volte sembra scorrere così lentamente che non passa nemmeno a pregare in giapponese! Altre volte invece la settimana ti scivola letteralmente sotto le dita e te ne rendi conto solo quando segni le date sulle ricevute da ristorante.
Unbelievable.. come dice Nando, il mio collega ;o) Fatto sta che la settimana, anzi gli ultimi quattro giorni sono sembrati lentissimmi e rapidirapidi, allo stesso tempo. E a me sembra di avere tutto e niente da raccontare. Per soddisfare le mie fanciulle curiose, dico che la date è sfumata in un incontro amichevole, visto che il lui in questione ha avuto un problema all'ultimo e dunque mi ha portato un amico (precisiamo, 38enne, gay [così sei in buone mani, disse lui!], di ottima conversazione). Seratina gradevole, Tickets è piaciuto ad entrambi, ci siamo fatti quattro chiacchiere e due passi visto che, con piacevole sorpresa, abitiamo anche vicini. (Un entusiasta dell'italia, mi ha perdonato il fatto che il film effettivamente fosse tutto sottotitolato in inglese!!)Arriva il venerdì... trascorso veloce tra la gioia di aver finalmente terminato alla buona tutti i maledetti assignment per l'università, e una serata altamente godereccia tra matte risate e litri di birra, insieme ai miei colleghi albanian ^______^
Sabato è arrivato con il suo lauto pranzetto al giapponese insieme a Gabri e un pomeriggio speso pigramente a gironzolare per le viuzze da shopping... purtroppo la magrezza del portafogli al momento comanda un certo contegno, Contessa...sigh... La sera invece ha avuto un che di imprevedibile. Il mio primo giro in bici sulle strade inglesi, nel breve tratto casa-ristorante... con le gambe che tremavano dal terrore di farmi in qualche modo investire... nonchè il primo furto (subìto!), visto che qui non si scherza e sono capaci di fregarti la bici davanti a casa di amici tra le 2 e le 4 del mattino!!! In fondo c'è un po' di Bologna anche qui...
La domenica invece, vedendo sin dalle prime ore del mattino una bella giornata e una attività cerebrale troppo alta e tendente al demoralizzamento, mi vede partire per un tour de force a piedi di circa 4 ore: un giro bellissimo tra il mio quartiere, Ashton Court, un parco immenso nella zona nord-est della città, per poi riscendere da Clifton Village e ritornare a casa chiudendo il cerchio... alla fine ero distrutta, non ho potuto fare a meno di ordinare cinese e addormentarmi di fronte a the bourne identity!!
Le novità positive della settimana sono il nuovo televisore che troneggia in soggiorno, con inclusivo decoder, così torno a vedere finalmente qualche film bellamente sbracata sul divano... il mio sport preferito!
una macedonia enorme di quelle che fa la mia zia, con tanto tanto limone e zucchero...
un letto che mi faccia sentire veramente a casa e su cui riesca a dormire almeno 10 ore di fila per qualche giorno...
un Bel film (che possibilmente si concretizzera' stasera, andando a vedere Tickets!)
.... e che mi passi sto dannatissimo mal di stomaco che ho da 4 giorni a causa delle tapas troppo pesanti di una cena domenica sera... mannaggia alla gola e mannaggia pure a me!
La lezione aspetta... raccolgo la mia voglia di fare da sotto le scarpe e quasi quasi lascio sfuggire un pensiero verso potenziale shopping delle 4 pm... .... allettante...
Le mie cinque strane abitudini:
-non finire mai i fondi di tè, specie quando ci sono le bricioline dei biscotti sul fondo
-giocherellare con la punta del naso mentre si sta asciugando la maschera per il viso e finire sempre per scrosticchiarla...
-portarmi sempre una miriade di braccialettini africani, un preciso paio di orecchini, con dell'intimo rosso quando do gli esami
-tenere alcune monete "speciali" nel portafogli, insieme ai centesimini trovati per strada come portafortuna
-girare e rigirare l'anello che porto all'indice (e che non tolgo MAI) in modo che la chiusura sia rivolta verso il palmo e non visibile
I nuovi colpiti: ZioGil, Lara,Mari (perchè, pigrona di un'informatica, non hai ancora pubblicato quelli di Ele!!
)
Chiedere di uscire ad una persona è come prepararsi ad un salto triplo nel vuoto senza sapere se sotto ci sarà terra rossa o... fango.
Cominci male, malissimo: ovvero ci pensi.
E ci ripensi.
Già, perchè chiedere con una semplice domanda non si fa, suona troppo "facile"... prima devi farti rotolare le parole sulla lingua, soppesare i pensieri, fare qualche imbecille tentativo mentale in cui ti vedi e ti rivedi nelle varie situazioni, valuti poi le possibili reazioni dell'altro e a tua volta cosa potrebbe succedere dal momento in cui ti viene cordialmente rifiutato l'invito e tu ci resti, ma assolutamente dirai "dai, figurati, magari un'altra volta".
Così, dopo questa preparazione mentale che dovrebbe renderti più preparato a *qualsiasi* evenienza (ma in realtà ti complica solo le cose perchè, adesso Sì che sei nervoso)... ti avvii verso la possibilità di poter iniziare a attirare l'attenzione dell'altra persona con un "hei, listen...".
In realtà prima di far uscire le magiche paroline passa ancora qualche momento di silenzio, in cui i tuoi neuroni stanno cozzando uno contro l'altro e producono rumori assurdi che stranamente ti risuonano nello stomaco.
E qui cominciano i problemi, già perchè la rincorsa ormai l'hai presa, vedi già la fine..
Uno.. "hei...
Due... ...listen..."
-"Yeah, I'm listening carefully..." Tre!
... ecco, hai staccato dalla tua linea bianca e ora ti ritrovi lì sospeso nell'aria, mentre stai andando non sai dove, il buco nero sotto di te...
Seguono una serie di parole confuse che variano da un invito al cinema, al pub, alla simpatica scampagnata a Ovunque-basta-che-dici-di-si, ma il tuo farfuglio si traduce sempre in un unico, universale "Vuoi uscire con me?".
... oggi il tabellone segna 10 metri e mezzo, non sarà Fiona May, ma supera di gran lunga il mio ultimo personale... ^______^
tratto da: La Repubblica, domenica 8 gennaio 2006
"La sinistra che vuole correggere il capitalismo" - Eugenio Scalfari
Sui risvolti politici della vicenda Unipol si è già scritto detto tutto, ma c'è ancora qualcosa da aggiungere che la Direzione Ds si pronunci l'11 gennaio. Le questioni che secondo me meritano un chiarimento ulteriore sono almeno tre: quella della diversità della sinistra, quella del fuoco incorciato contro i Ds, e l'ultima, sulla emendabilità del capitalismo italiano. E' inutile aggiungere che si tratta di tre questioni interamente intrecciate tra loro nel senso che ciascuna è concausa delle altre due. Insieme stanno e insieme cadono, sicché bisogna anche porsi la domanda se sia nell'interesse del paese risolverle o impedirne la soluzione. Dico subito che a mio avviso è interesse della democrazia italiana che quelle tre questioni siano risolte e che la loro soluzione non passi attraverso il dissolvimento del gruppo dirigente diessino anche se è vero che la respondabilità di uscire dal bunker in cui si è cacciato spetta principalmente ad esso (come del resto ha già cominciato a fare Piero Fassino, nell'intervista che pubblichiamo oggi sul nostro giornale).
A proposito della diversità della sinistra italiana citai la settimana scorsa il "lascito" di Berlinguer. Un lascito costruito dalla coerenza di tutta la sua azione di dirigente politico, volta a evitare il rischio dell'omologazione del suo partito. Berlinguer aveva misurato quel rischio attraverso l'esperienza fatta dai socialisti. Non solo nella fase craxiana, ma già dal centrosinistra di Nenni e di Giacomo Mancini. La resistenza dei socialisti all'omologazione restando saldi in una versione riformista che incidesse sulla realtà italiana durò poco più di un anno, dall'autunno del 1962 al giugno del'63. Fu la fase della nazionalizzazione dell'industria elettrica e della nominatività delle cedole e dei dividendi, ben presto caduta. La fase guidata da Riccardo Lombardi e Antonio Giolitti nella breve esperienza della programmazione. Quella fase ebbe termine con il "rumore di sciabole" del generale De Lorenzo, con l'intervento del ministro del Tesoro Emilio Colombo per una politica economica più riguda, con l'uscita di Giolitti dal ministero e l'emarginazione politica di Lombardi. Da allora la presenza politica del Psi si esaurì (con l'eccezione della legge Brodolini sulla giusta causa) nella "conquista" delle vicepresidenze negli enti pubblici di ogni genere e tipo, cioè nell'occupazione condominiale con la Dc delle caselle d'un potere che diventava rapidamente sempre più clientelare e partitocratico e sempre meno democratico e rappresentiativo.
Poi arrivò Craxi e non fu più pioggerella ma grandine. la diversità berlingueriana aveva ben presnete quell'esperienza e non voleva che si ripetesse. Non in quei modi. L'austerità berlingueriana era del resto un costume di tutto il partito, del gruppo dirigente, dei quadri, della base sociale in gran parte composta da operai, lavoratori, dipendenti, braccianti, insomma proletari. E anche la borghesia liberal-radicale. Oggi la base sociale diessina è in parte cambiata, il paritto attuale è, io dico per fortuna, nolto diverso dal vecchio Pci, l'ideologismo rivoluzionario e massimalista non c'è più, la libertà è diventata un valore almeno pari ed anzi superiore a quello dell'eguaglianza. Ma lamoralità politica è rimasta. Di qui l'nati-berlusconismo. Volete chiamarlo viscerale? Chiamatelo pure così perchè viene dalla visceralità della gente di sinistra. Il presidente della Camera, Casini, ha dichiarato due giorni fa che non vuol più sentir parlare d'una superiorità morale della sinistra. Dal suo punto di vista ha mille ragioni, ma non si tratta di superiorità, bensì di diverso modo di sentire. Ne volete una prova? La gente di destra (e di centro) non è rimasta affatto scossa dalle notizie di denari passati dalla POpolari di Lodi nelle mani di alcuni autorevoli esponenti di Forza Italia, Udc, Lega, An. Quelle notizie sono scivolate come gocce d'acqua su un vetro. Così pure per il ben più grave problema del conflitto di interessi di Berlusconi. Ma è invece bastato un sostegno "tifoso" e certamente impreveggente dei dirigenti Ds all'Unipol per scatenare una tempesta nella sinistra e nei giornali. Perchè la sinistra non è solo diversa nella sua sensibilità morale, ma è considerata diversa anche da chi non è di snistra. La sua diversità dovuta alle ragioni e alle motivazioni di appartenenza alle quali ho accennato, è dunque un dato di fatto. Si può dire che è un dato di fatto. negativo, un errore, un residuo ideologico. Si puù dire qualunque cosa, ma resta un dato con il quale sia avversari sia soprattutto i dirigenti debbono fare i conti. Se non li fanno sono loro a sbagliare. Voglio dire al presidente Casini che quel modo di sentire il "diverso" rispetto ai temi della modalità pubblica, dell'austerità del vivere, dei valori della solidarietà e dell'eguaglianza, dovrebbero anche essere partimonio dei cattolici. Di quelli veri e non di quelli che si fanno il "nomedelpadre" baciandosi le dita e poi crogiolandosi nel sistematico malaffare. Ce ne sono pochi di cattolici veri e sono anch'essi diversi. Mi rammarica perciò il disprezzo con cui il cattolico presidente della Camera parla dei diversi. Mi rammarica ma non mi stupisce. Non sempre i cattolici sono veri cristiani che rinunciano al potere per testimoniare la loro fede.
E vengo alla seconda uestione: il fuoco incrociato contro i Ds. Scrissi la settimana scorsa che la dirigenza diessina ha commesso alcuni gravi errori. Si è volutamente impigliata in una difesa di Unipol e del milieu circostante a Consorte, offrendo occasione ad un attacco nei suoi confronti e nei confronti del suo partito. Da questi errori non si è ancora completamente districata ed è sommamente opportuno e urgente che se ne liberi. Che il centrodestra in tutte le sue componenti ne abbia approfittato era nell'ordine delle cose e non può stupire. Fa parte della logica elettorale. Stupisce semmai l'impudenza con cui Berlusconi si è gentato in prima persona nella battaglia; stupisce che abbia otuto riventicare, nell'indifferenza di gran parte della stampa, la sua estraneità alla mescolanza della politica con gli affari. La fortuna di Berlusconi come imprenditore immobiiare prima e come concessionario di emittenti televisive poi è interamente legata a connivenze politiche: in particolare al legame strettissimo che ebbe con Bettino Craci. I decreti craxiani che sospesero l'appricazione esecutiva delle sentenze della Corte costituzionale in materia televisiva, non a caso furono chiamati decreti Berlusconi, primo e gravissimo esempio d'una legislazione "ad personam". Per non parlare della legge Mammì che sancì di fatto il duopolio Rai-Mediaset. Alla fine, dal 1994, avemmo il gigantesco conflitto d'interessi che tuttora incombe sulla vita nazionale. Ma se vogliamo restare al tema delle Opa tuttora in atto, è stupefacente che le pagine dei giornali e i resoconti delle tivù siano pieni di Unipol mentre è totale l'assenza delle impricazioni ben più gravi di autorevoli politici del Polo, sottosegretari, presidenti di commissioni parlamentali, a finire con lo stesso presidente del Consiglio significativamente presente in compromettenti intercettazioni. Perchè dunque tanto accanimento unilaterale al quale, lo ripeto, la dirigenza diessina ha colpevolmente offerto il destro ? La risposta è semplice.
Esiste in certi settori della politica e della stampa una nostalgia di centrismo che trova come impedimento maggiore la presenza d'un forte partito Ds. l'occasione offerta dal caso Unipol è stata da questo punto di vista preziosa. Ma è preziosa anche per rinverdire la visibilità elettorale di quella sinistra radicale "pura e dura" cui sembra in certe occasioni di star più a cuore l'interesse della "ditta" che quello del paese. Qui non si tratta della diversità berlingueriana ma d'un massimalismo a buon mercato, velleitario quanto nocivo come tutti i massimalismi. Berlinguer, tanto per ricordare ancora una volta la lezione dell'ultimo vero segretario del Pci, fu nel suo partito il punto centrale dello schieramento interno, distinto e spesso in contrasto con la sinistra di INgrao, con quella filosovietica di Cossutta, oltre che con il gruppo moderato di Napolitano. Non darò - non ne avrei alcun titolo- giudizi di valore su queste diverse posizioni, ma ricordo appunto che Berlinguer rifuggì dal massimalismo e dall'estremismo come già prima di lui Longo e Togliatti. In conclusione, si spara contro i Ds in nome del centrismo e dell'anti-riformismo. Questa è la verità del "fuoco crociato".
Infine la terza questione, l'emendabilità del capitalismo italiano. Questo tema non p stato posto esplicitamente da nessuno con due eccezioni che mi piace citare: Alfredo Reichlin e Franco Debenedetti sulle pagine dell'Unità: due osservatori impegnati con biografie politiche assai diverse e tuttavia in consonanza su un tema di così grande rilievo. Il capitalismo è stato modificato in modo sostanziale tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, cioè prima e dopo il secondo conflitto mondiale, dal pensiero di Keynes, dall'azione politica di Roosevelt e da quella successiva di Beveridge in Gran Bretagna e della socialdemocrazia di Germania. Cioè dal pensiero e dalla pratica liberale e socialista abbinate alla forza del movimento sindacale. Questo assetto ha configurato il capitalismo nella seconda metà del XX secondo accrescendo benessere e piena occupazione. Da un paio di decenni questa fase si è chiusa: la globalizzazione, l'informatica, la finanziarizzazione dell0economia hanno posto problemi nuovi tra i quali predominano la riforma del mercato del lavoro, la riforma del "welfare" e, soprattutto, la rifora dell'offerta di beni e servizi a cominciare dalla riorganizzazione dei mercati finfnziari e delle società che vi operano. illudersi che una delle alternaitve a questa riorganizzazione sia il settore delle imprese cooperative a questa riorganizzazione sia il settore delle imprese cooperative è un grave errore di prospettiva. La cooperazione rappresenta un modello diverso di organizzazione dei consumi e del lavoro, non già un'alternativa al capitalismo. merita di espandersi ma senza farsi "contaminare". Se non vuole scomparire e essere assorbita e omologata deve restare nel settore "non profit" che costituisce la sua forza e il suo limite. Un grande partito riformista deve invece porsi il tema di stimolare la rifoma dell'offerta, che riguarda lastruttura societaria delle imprese capitalistiche, le piccole, le medie, le grandi e grandissime. Il fisco sulle imprese. L'accesso al credito e alla Borsa. Gli intrecci tra banche e imprese. Gli organi di controllo esterni e interni alle imprese. La dimensione delle imprese. L'internazionalizzazione e soprattutto l'europeizzazione delle imprese. Ci sono nel capitalismo italiano forze consapevoli di questa necessità evolutiva del sistema e forze che vi si oppongono. Ma una cose è certa: il sistema da solo non riuscirà a riformarsi. Lo stimolo politico gli è indispensabile come lo fu per arrivare alla fase denominata "mercato sociale " e "welfare". Sono dunque tre questioni in una, come abbiamo indicato all'inizio. E ad esse bisognerà porre energicamente mano quando la nottata berlusconiana sarà finalmente passata"
_____***_____
Mi ci è voluta una vita per copiarlo, ma lascio spazio ai commenti e dico solo che finalmente un articolo che rispecchi la mia idea... ed è interessantissimo il discorso sull'affrontare il capitalismo. D'altronde è uno dei pochi giornalisti davvero storici che ci restano...
... ma quanto è brutto fare ricerche su Capo Verde per il mio essay e, mentre guardi i siti internet, vedi scorrerti sotto il naso immagini di montagne verdissime, mari plumbei e spiagge desolate... voglio una vacanza seriaaaaaaaaaaaaaa... condita di mare trasparente, sole tiepido e venditore di collanine incorporato...
(non mi accontento mai, eh?!)...

Quem mostra' bo Ess caminho longe? Quem mostra'bo Ess caminho longe?
Ess caminho Pa Sao Tomé
Sodade sodade Sodade
Dess nha terra Sao Nicolau
- Cesaria Evora - Sodade
Temevo quello che sta succedendo. L'inedia totale dell'essere a casa isolati dal mondo, internet come unico ponte verso l'esterno.
La voglia di studiare è sotto le scarpe e so già che bestemmierò a Bristol per questo. Quella di ripartire si è nascosta tra il materasso e lo scaldasonno... e non c'è verso di farla uscire. Anche se, dopo altri 10 giorni così, la voglia la faccio ritornare da me a suon di notti insonni e giornate fancazziste.
Nemmeno le letture mi risollevano, ho scoperto un Ginzburg, tutto sul "Cavaliere"... purtroppo un tantino pesante da leggere prima di dormire e di poca ispirazione in questi pomeriggi spesi tra sistemare il blog (quell'immagine dell'header mi farà uscire pazza
) e ascoltare la radio... neanche sky mi consola, non c'è un film decente a pagarlo. E con quello che si paga...!!!
Poi arriva papà. A cui bisogna fare IL Monumento, per sopportarmi anche quando il mio umore volge al peggio e tira aria di burrasca. Papà che cerca di dare il meglio in cucina per viziarmi e far tornare il sereno... papà che mi regala il primo volume di Pratt uscito oggi col giornale... ^_____^
Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti parola di Jasper Griffin