Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Viaggiatori senza orologio

Ari, la contessa rocker in trasferta brasileira
La Granduchessa di Toscana, Maestra di Couscous e anche lei ambasciatrice in Terra Brasilis
Edi, Signora dal capello sempre perfetto, ha abbandonato la Città Rossa per la seducente CapitalCity
L'AVciDuca Sgrevio del Regno di Sicilia, Bardo per la Casata della pasta al forno
La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

Incisioni sul tavolaccio

utente anonimo in Orologi nel cassetto...

Siamo sintonizzati su

RadioSopa

l'animale di pezza


Lillo è il nichilista assoluto,
lo snobismo fatto a peluche,
l'abisso del nulla in forma morbida e pelosa.
-in gentile adozione da
la Bambina Filosofica-

Il vicinato consiglia

passaparola

Io non mi faccio inciabattare.

Feeds

  • Powered by Splinder

Hanno deposto l'orologio

*loading* passanti

Benvenuti a Sin-Reloj

. Creative Commons License
SenzaOrologio è una repubblica dove ogni limite ha una pazienza sotto Licenza Creative Commons.

venerdì, 31 marzo 2006
Cinefilia della settimana

Lunedì salto sul treno per Bologna, tre appuntamenti per vedere delle case e poi una festa di laurea sul tardi. Il momento godurioso è stato tornare in via del Borgo e sbafarsi in compagnia della Ross una fantastica piadina... proprio quelle che danno pura soddisfazione! Martedì altri appuntamenti e finalmente sono riuscita a vedermi "E morì con un falafel in mano". Peccato che il lettore si fosse surriscaldato proprio sugli ultimi 5 minuti... ... sigh
Mercoledì, in pieno raffreddore e febbriciattola da stanchezza, mi ritiro dalla vita bolognese e torno a ricoverarmi a casa. Prendo un po' di respiro e mi rimetto in sesto.
In questi giorni mi ha colpita in pieno la malinconia da rientro. In realtà la sensazione è più quella di non fermarsi mai. Ma nel momento in cui scendi dalla giostra... non puoi proprio fare a meno di gettare uno sguardo a quello che hai lasciato indietro, giusto con la coda dell'occhio.
Ma ci sono così tante altre cose a cui pensare che non può durare più di una sera. Ah, comunque ho trovato casetta. V. Santo Stefano. 1 minuto dalla facoltà. Yeye!

Poi, ieri sera finalmente mi sono concessa questo, perchè la curiosità ormai era Troppa:



Non sono in vena di commenti. Ma ho trovato meravigliosa la scena in piscina con il produttore polacco e il discorso su quell'Italietta che si lamenta, ma continua a sguazzare negli stessi problemi da decenni.

Sembra che il 9 non arrivi mai...

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (8) |
la terra dei cachi, pellicolacea

sabato, 25 marzo 2006
Impressioni in cerchio

Sono Tornata.

Lascio aleggiare queste parole nell'aria. Ancora non mi rendo benissimo conto, mi sento sospesa a metà tra qualcosa che deve in fondo ancora finire e una nuova pagina tutta da scarabocchiare.
Mi viene da pensare alla mia ultima sera bristoliana al Tantric Jazz: cantare a squarcia gola "byyyyyyyyyyye bye Miss American Pieeeeeeeeeeeee", per la gioia di Lalla, Sere che si esalta mentre il musicista parte con "Come as you are", moi che ricevo addirittura una visita inaspettata a inizio serata. E' stato un arrivederci molto dolce, colorato dell'arancione-rosso delle pareti del locale e dei grandi abbracci di una tavolata rumorosa.
Esco nel buio della notte proprio insieme alla persona che ci tenevo a salutare per ultima e che al solito ha tirato fuori le parole giuste al momento giusto. Te ne rendi conto quando poi le parole svaniscono, ma ricordi benissimo la sensazione di quel preciso istante.

Mi viene in mente la mattina successiva, quando alle 6 scaricavo una marea di improperi contro la coppia inglese che *lentamente* procedeva verso il check-in, mentre io alitavo sul loro collo con 20 kg di roba addosso... poi un volo in cui avrei tanto voluto stare sveglia a riflettere, ma di cui in realtà ricordo vagamente l'accelerata del motore prima dello stacco, qualche minuto in aria e le ruote che toccano terra. Attraversare il corridoio del check-out di Pisa con una sensazione tremenda nello stomaco e la voglia allarmante di girare tacchi e carrello e tornare immediatamente indietro.

Dopo viene l'aria di casa, un pomeriggio a sonnecchiare davanti alla solita vecchia tv spazzatura di Marie de Filippi e Grandi Fratelli, alzarsi nel proprio letto e sentire di non essere più abituati al materasso, mettere ordine all'armadio prima che imploda o si trasformi in un buco nero! Leggere Repubblica prima di andare dormire e incuriosirsi di fronte alle recensioni sul Caimano.

Svaccarsi sul divano di fronte alla tv, guardando la puntata di oggi di Che tempo che fà (diligentemente registrata essendo andata a vedere il nuovo Verdone-Muccino), scrivere al pc e rilassarsi.

Sono Proprio Tornata.

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (3) |
on the road, pellicolacea, quotidiano animale

mercoledì, 22 marzo 2006
Si viene e si va

Sono ormai tre giorni in cui è cominciata la lunga trafila dei saluti. Oggi sono partiti due dei nostri, stasera tocca a me. non so bene nemmeno cosa dire e pensare. Il silenzio si addice a questi momenti. Non ho ancora avuto il coraggio di staccare i poster in camera per farla sembrare meno vuota. Le valigie mi spaventano, ma in un impeto ho prenotato un taxi sino all'aeroporto... altrimenti non sopravvivo mica alla sfacchinata.
Tanti indirizzi, pacche sulle spalle, baci, sorrisi, abbracci strettissimi. Pomeriggi di chiacchiere e risate, confidenze dell'ultima ora.
Ma è ancora presto per sentirsi straniti. C'è ancora un'intera serata e io non ho terminato tutto quello che devo fare.
Volo a saltare sulle valigie imprecando contro la mia capacità di accumulare...

Oggi, in un ristorante giapponese, un portoghese mi ha salutato con un "Boa Viagem". E io mi sono detta: "Eh, sì allora è proprio vero."

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (4) |
on the road, bristoliana

martedì, 21 marzo 2006
Incontri del III tipo...


Camminavo nella notte, ieri sera per la precisione... o quasi stamattina per la pignoleria. Insomma: erano le 3 e io avevo i piedi a pezzi per via dei tacchi e tanta tanta voglia di sfracellarmi su un letto. Imbocco la via che dal parco di quartiere porta direttamente di fronte alla mia sospirata casetta, quando mi rendo conto che in mezzo alla strada c'è una cosa che si muove.

La logica dice: è un camioncino;
la miopia risponde: ma è fatto proprio strano!! (ed effettivamente lo era...)
E prosegue: oddio, gli alieni, sta a vedere che lo ZioGil aveva ragione! Yep!...

(scherzi a parte, l'ho pensato davvero: oddio, esistono e sono qui! Adesso!... sarà stata l'atmosfera del parco con tutte quelle ombre, i rami scricchiolanti nel vento... o il fatto che la miopia mi ha fatto notare prima le lucine sulla parte alta del retro del camioncino e Solo Successivamente tutto quello che c'era intorno!)

Subito dopo aver formulato questa sequenza di pensieri, ecco che qualcuno scende. Il fatto che sia di forma umana già è di per sè confortante. Poi noto che sale di fronte a una casa e deposita 3 confezioni bianche davanti alla porta...

... l'omino che porta il latte...
signori, ho incontrato il famoso omino del latte (o uno dei tanti, suppongo)
... mica pizza e fichi!



Mi sento un po' come quando i bambini vanno a incontrare Babbo Natale!

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (3) |
sklero gratuito

lunedì, 20 marzo 2006
parole senza destinazione

mi fanno ridere, e anche tanto incazzare, quelli che scelgono come frase preferita "I don't care".
Il fregarsene come filosofia di vita.
In generale e di qualsiasi cosa.

Salvo poi, preda di riflessioni notturne, momenti di debolezza o semplicemente una pinta di troppo, ammettere quanto sia profonda la solitudine che li circonda.
Eppure il giorno successivo non è cambiato assolutamente nulla e continuano a sventolare la loro bella bandiera di menefreghismo.


No one cares about me. Oh, bella scoperta. Se non inizi a guardarti intorno, a prenderti cura delle persone che ti apprezzano, stimano e ti vogliono bene, come pretendi che ti piova dal cielo l'aiuto sperato? O la parola giusta detta al momento giusto?

Vai, continua così. Fregatene del mondo, vivi senza legami e illuditi che in fondo andrà tutto bene.
Salvo poi stenderti a letto la sera, nel tuo monolocale freddo, rigirarti nel letto e diventare la preda dei pensieri che ignori ogni giorno.
Vai, fregatene.
Fregatene della tua famiglia, di quelli che chiami amici, dei conoscenti, dei tuoi colleghi, delle persone che incroci per la strada. Fregatene dei soldi, che tanto in qualche modo ci si arrabatta, della politica che ignori in tutto e per tutto, dei sacrifici fatti fino ad ora per studiare.
Butta tutto nel cesso e tiraci anche l'acqua.

Continua per la tua strada senza guardarti indietro, ignorando gli scricchiolii e i cadaveri delle cose che calpesti.
Fregatene e scappa da qualsiasi cosa tu conosca, che ora come ora ricominciare da capo un'altra volta è molto più semplice che trovare soluzioni al presente.
Prendi un altro aereo, scegli un'altra vita che non sia quella che già avevi, salta sul primo treno con un biglietto di sola andata.

Tanti auguri e buon viaggio!
Te lo dico da qui perchè a quella stazione non ti posso accompagnare; non so nemmeno se me lo permetteresti, anche se in fondo credo di sì.
Giusto per sfoderare quel sorriso di circostanza, un po' imbarazzato, e poi andartene con un "ciao". Giusto per non vedere la mia rabbia di fronte a tutta la tua testardaggine.
Ma ti avviso: "Guai a te se provi a voltarti".
Dopo tutte le parole spese, tutte le nottate passate ad ascoltare quelle masse nere di pensieri che mi rovesciavi letteralmente addosso.
Quando era sufficiente parlare per un paio di minuti e già sapevo che saremmo finiti in un qualche locale fino alle 3 del mattino a psicanalizzare metà della tua vita.

A ripensarci riesco solo a sfoderare un mezzo sorriso amaro, ormai convinta di quanto tutti quei discorsi siano stati completamente inutili.
Continui imperterrito nel farti terra bruciata intorno, lo sai. Ma sembra quasi tu non conosca altro modo per andare avanti.



Allora fregatene quanto basta per riuscire a scoraggiare anche me, così la smettiamo di prenderci in giro e ognuno per la sua strada!




spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (3) |

domenica, 19 marzo 2006
Erasmus Life

Era da un po' che la mia vita da Erasmus non poteva definirsi tale, causa stretta relazione di amore-odio con il letto delle mie ultime settimane. Messe da parte penicillina e paracetamoli, il venerdì sera finalmente mi vede rimettere piede sul dancefloor della vita erasmus. Grazie ad un fortunato misunderstanding sul lavoro, ho la serata off, dunque mi dirigo da MegrezM e corrompendola con una subdola proposta di pizza take-away mi faccio aprire. Dopo un vano tentativo di finire la suddetta pizza, che sembrava puro chili coperto da un anomalo strato di cheddar cheese più colloso che filante, ci si dà alla preparazione per la sua partenza per la City e alla pulizia della cucina in vista dell'arrivo di altre truppe.

Alle 9 e mezza e nel corso dell'ora successiva si assemblano i rinforzi, naturalmente provvisti di alcolico (io mi ritrovo costretta all'astensione... maledetto antinfiammatorio!!). Nel frattempo si uniscono anche i coinquilini dell'ospite e comincia una sessione di chiacchiere multilingue che dura all'incirca un paio d'ore, passando dai discorsi sul sesso pre/post matrimonio fino a quanto possa far ingrassare un bicchiere di zucchero di canna liquido da cocktail.

Com'è e come non è, sulle 11 e mezza pm ci muoviamo verso la casa di Pembroke-tantaculonia-road, ma Con Tutta Calma. Nemmeno il freddo pinguino ci spinge ad affrettare il passo, anzi, ci soffermiamo a fare foto e salutare un'amica barista che lavora sulla strada.

Scocca la mezzanotte e noi mettiamo i piedi nella casa, dove sin dal piano terra giunge il rumore di voci e risate. Il party alla fine non è una bolgia e forse stavolta è anche meglio. Cominciano i saluti, baci abbracci di rito, rivedo un sacco di facce che non incrociavo da ormai una vita e si conoscono anche gli erasmi arrivati il mese scorso. Dopo una sosta al 2° piano, optiamo per assettarci sulle scale, per la gioia di quelli che devono passare e possono divertirsi a pestarci più o meno ripetutamente (a seconda di quanto si reggessero in piedi naturalmente!)... ma senza vincere nulla, eh, al massimo una sfanculata maccheronica.

Passa alla storia nel corso della serata la ragazza ribattezzata “Tre Fossette” (a voi l'immaginazione di capire di quali si trattassero), per la gioia di M. e degli altri masculi della casa. E con lei, i mille cappelli della Guinness, diffusi grazie alle promozioni dei pub: 4 pinte e te lo diamo aggratisss. Ovviamente il mio era a casa. (ghh!!)

Dopo altre chiacchiere, discorsi filosofico incomprensibili sull'alcolismo ad opera dei coinquo anomalo della MegrezM (sconvolte le facce di chi ne ascoltava i discorsi e soprattutto di coloro che hanno scoperto che era un coabitante della suddetta dolce creatura ), i primi scambi di email e numeri di telefono, la nottata volge al termine intorno alle 4.

Decisamente un Ultimo Party Erasmus degno di essere chiamato tale.

Sabato la giornata è stata votata allo svacco post-party e ad una tranquilla passeggiata pomeridiana in giro per il centro. La sera mi ha vista imbastirmi una cena a base di fegatini con porri e cipolle degna della mia inesperta cucina... per concludersi con “Il mio grasso grosso matrimonio greco” a casa di Gabri, in allegra compagnia femminile preda di sindrome da svacco-polleggiato-su-comodo-divano e vogliosa di una serata rilassante.


Stasera mi aspetta un altro film: Tsotsi, storia di un giovane gang leader di Johannesburg, definito dalle recensioni un nuovo City of God sudafricano... nonché vincitore dell'oscar come miglior film straniero... e a questo punto sono solo curioZa.

E ora scusate se torno ad ascoltarmi, con una certa qual soddisfazione, il cd dei Clap Your Hands Say Yeah di cui mi sono appena impossesstata...

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti |
free listening, pellicolacea

venerdì, 17 marzo 2006
Punti di vista:

Oggi gli scaramantici bonaccioni possono scegliere:

Venerdì 17 o St. Patrick's Day?!



Qui naturalmente, freschi freschi di Dublino, non si può che optare per la seconda!!
(anche se forse dovrei attendere e vedere il numero di bicchieri che riesco a rompere stasera al lavoro... bah...)


E dunque... To You All:

 

... e stasera, attenti al Lepricano...!!!

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (6) |
quotidiano animale

giovedì, 16 marzo 2006
Racconti della buonanotte


free listening: puntata dell'8 Marzo de Il ruggito del Coniglio

Giornata di un racconto.

Il mio racconto ha inizio ieri sera e così la mia giornata.

#1
I momenti di debolezza ci sono; arrivano quando meno te li aspetti: in un giorno di sole qualsiasi, ti colpiscono in un pomeriggio placido in cui niente sembrava profilarsi all'orizzonte. O alla peggio arrivano di notte, magari quando stai male e non ti reggi in piedi e Sai, che alle 4 di mattina, non c'è cellulare o telefono che possa aiutarti. Dopo svariati risvegli nel pieno della notte, reduce da qualche sogno inquietante già dimenticato al momento in cui apri gli occhi, il tutto ti lascia quella sensazione di angoscia che si attacca alla bocca dello stomaco e non c'è pensiero, pillola o Rescue Remedy che possa liberarti e lasciarti riprendere sonno. Passano le ore, così, immersa nel buio a fissare le pieghe del soffitto, immaginando figure di animali, volti, scene emergere dal bianco del pennello.
Ma ieri sera, ieri sera era diverso; le parole e i pensieri più rumorosi si abbandonano nel buio della stanza e per una volta arrivano da qualche parte. Risvegliarsi con la sensazione di un nuovo mostro che sta per aggrapparsi al tuo stomaco e far uscire tutte le angosce e i pensieri che di giorno vengono accantonati e rinchiusi in un cassetto perchè abbiamo cose Più Importanti a cui pensare, cose da organizzare, gestire, processare, inventare, cancellare... e tutto il resto casca nel tuo angolo degli oggetti dimenticati o pensati troppo rapidamente. Il gioco regge, ma solo fino a che quell'angolo non si riempie e inizia a invadere tutto il resto. Così ti svegli, sudato col cuore in gola e la sensazione che in una notte come quella stia per ricominciare tutto un'altra volta. Quando finalmente te ne accorgi: ti rendi conto che non sei sola e, per caso o per destino, in quel preciso istante un braccio si allunga e ti avvicina a quel sé, che non avevi immaginato potesse essere tanto vicino.

Indescrivibile,
come l'acqua bollente delle mie finger-bowl sul ghiaccio e limone,
tutto si scioglie.
I mille nodi nello stomaco, le angosce dietro l'angolo, i mostri, le tristezze, le solitudini. Spazzato via con un semplice gesto, neanche tanto conscio a dire il vero. Non riesci nemmeno a pronunciare una parola. E' solo presenza quello che rende speciale il momento. Chiudi gli occhi e bastano pochi istanti per addormentarsi ancora.

#2
E' pomeriggio, c'è un sole caldo meraviglioso, il primo di tanti giorni; curioso tra le stradine di Clifton Down, zona bene e borghese-residenziale della città e a un certo punto mi viene voglia di Londra.

Sono per strada. Cammino parlando al cellulare. E' curioso, ma non riesco ad evitare di parlare ad alta voce. Mi sono chiesta se sia una cosa nostra, *da italiani*, perchè gli inglesi mica sono così rumorosi come noi quando parlano al telefono. Ho chiamato il Bro e rimaniamo in chiacchiera per una mezz'oretta buona. Mentre continuo il passeggio per le vie dietro l'università raggiungo Queens Road, trafficata nel pieno delle sue 4 pm. Allora mi infilo in un piccolo spiazzo, accanto un vecchio cancello arrugginito e un parcheggio , per prolungare indisturbata la mia conversazione: perchè io, nel traffico, non riesco a esprimermi al meglio.
Mi siedo con accanto il mio scatolone ancora vuoto, pronto per venire riempito non appena a casa. Parliamo: delle mie ultime due settimane un po' sfigate, i suoi problemi con la maledetta ricerca di un lavoro, l'amore, la voglia di tornare a casa per un po' che ha preso entrambi.
Nel frattempo seguo con lo sguardo la gente passare di fronte a me. Qualche studente più o meno gggiovane, più o meno internazionale. Un signore tutto impeccabilmente incravattato ridacchia e sorride ad una mia esclamazione particolarmente colorita... o forse era il tono?
Continuo, imperterrita, racconto, gesticolo, rido, interrogo e chiedo consiglio.
Passano tre ragazzini in skate e bici e il secondo mi guarda, mi mostra il pollice verso l'alto e sorride.

Allora penso tra me e me: "oggi posso anche arrogarmi il buon diritto di sentirmi affascinante!"

#3
Sono le sei passate. Con Mari rientriamo dopo un giretto nel centro, che ci deludecocentemente... maledetti negozi inglesi, con la loro chiusura alle 5 e mezza pm che ci rovinano la visuale vetrine. Dopo un tea accompagnato da cantuccini, salta la balzana idea. "Guarda, ho una canzone da tradurre dal francese", e subito io -dai diamoci un'occhiata. La traduzione iniziale era troppo divertente.
Non aveva senso assolutamente nulla.
Una canzone d'amore senza capo né coda.
Purtroppo poi arriva il dizionario on-line in soccorso, che chiarisce molti dubbi e riesce ancora a rovinare la comicità del momento.
Pensiero: Erreurs, jamais... certo che la cultura talvolta è deleteria. Mi uccide l'umorismo.

#4
Sono le 8 e mezza passate.
Cammino veloce per la strada, attraverso la mia piazza preferita ricordandomi un'altra volta che, maledizione, non ho la macchina per scattare una foto a questo posto che di notte ha un'atmosfera di incanto. Sembra di fare un salto direttamente nell'800... . Arrivo al ponte vicino St. Mary Radcliffe. La chiesa e la strada sembrano spente, ma c'è una luce di luna piena affascinante e calda che fà dimenticare il venticello che ti solletica le gambe e accarezza le pieghe della gonna. Nel mentre canticchio, mi tornano in mente
i treni a vapore: "Io la sera mi addormento, e qualche volta sogno perchè voglio sognare". Dopo un salto rapido al supermercato, corro verso casa perchè stasera la radio mi aspetta. Riesco a cogliere gli ultimi minuti di Zombie su radio24 e poi passo direttamente a VivaRadio2. Stasera, un regalo per me: parlano di De Gregori. E io ogni volta un po' mi commuovo, perchè lui insieme a tanti altri cantautori ha segnato tutta la mia infanzia, adolescenza e continua a essere presente anche adesso. Battute, risate, canzoni... il modo migliore per passare una serata. E mentre trascrivo qui sotto le parole altrui, la ascolto, per fare sì che siano più vere e meno uguali ai tanti altri testi in giro per la rete.

"L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l'angolo retto di una stella. [...]
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent'anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
"è mia"; sottindente la vita. [...]
Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai. "

Pezzi di Vetro - Rimmel - 1975

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (4) |
free listening, quotidiano animale

mercoledì, 15 marzo 2006
Professori e Cavalieri

per tutti coloro che, come me, si fossero persi in diretta lo scontro di ieri, segnalo che sul sito del Corriere della Sera è possibile visualizzare il video della puntata suddiviso in 3 parti.
Per intanto ho appena finito di leggere svariati commenti su Repubblica, Corriere e Financial Times e di vedere la prima mezz'ora... Signori, rimbocchiamoci le maniche e via con le connessioni a internet, che ne vale la pena!

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (2) |
la terra dei cachi, politicamente

lunedì, 13 marzo 2006
quando l'I-ching

Ovvero: filosofia orientale e consumismo.

Oggi il morale sta decisamente infilandosi sotto l'angolo più suolesco delle pantofole. I biscottini di consolazione non aiutano. Non posso uscire e dunque cercare consolazione in qualche piccolo acquisto. Purtroppo avere a disposizione una carta di credito è deleterio da quando è stato introdotto lo shopping on-line. E' ormai tempo che accarezzo l'idea di un regalo alquanto sostanzioso. Un Regalo che presenta tanto di R maiuscola e cartello di pericolo per improvviso svuotamento del conto...
E dunque oggi ero a tanto così. Proprio lì lì per iniziare a infilare i dati (avevo fatto anche l'iscrizione al sito, vedete un po'). Poi mi fermo a pensare e dico: "Consultiamo l'I-ching!"

L'I-ching è il mio placebo, un raro e prezioso consigliere in momenti di crisi veramente acuta. Da quando ho smarrito la mia copia nell'ultimo trasloco Bologna-Pisa, ne ho patito un po' l'assenza ma sono sempre riuscita a sopravvivere. Fatto sta che ormai anche l'I-ching è on-line e posso usufruire pure di quello (basta iscriversi al solito sito... eccheppalle, ma ormai sono decisa e voglio il benedetto responso). Normalmente io non uso nemmeno le monete per i lanci, ma i bastoncini... un metodo che per definire l'esagramma richiede almeno un'ora... ma che fatto nel modo giusto già ti riappacifica i sensi di suo.
Ma via, ormai anche la filosofia orientale si è adattata al mondo moderno. 6 click e ottengo il mio esagramma.

5 - Su- l'attesa, il nutrimento, composto nell'ordine dai trigrammi di cielo (sotto) e acqua (sopra).

__    __
______
__    __
______
______
______

Mai responso fu più chiaro e lapidario.

Ho chiuso tutte le pagine web... così, per sicurezza, sia mai che non mi scappasse di premere il tasto sbagliato e venga poi punita dal Grande Demone Celeste (cit.)... 

Filosofie orientali vs consumismo moderno: 1-0!


Parentesi Cinematografica:
Ieri sono stata a vedere questo film
e me lo sono proooooprio goduta un sacco.
La coppia Gaiman-McKean spacca ancora, per mia immensa gioia e soddisfazione...
persino MegrezM, profana, ha gradito ^___^

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (6) |




Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin