Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dà nno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con à ncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...] Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio. Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"
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Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità , i minuti e le sciocche banalità , "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.
54 - la ragazza che si sposa
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Lillo è il nichilista assoluto, lo snobismo fatto a peluche, l'abisso del nulla in forma morbida e pelosa. -in gentile adozione da la Bambina Filosofica-
*loading* passanti

SenzaOrologio è una repubblica dove ogni limite ha una pazienza sotto Licenza Creative Commons.
A quelle che ci sono all'una e mezza di notte e leggono tutto quello che ti passa per la testa,
che condividono le loro insonnie e i pensieri pesanti
che ti fanno proprio ridere, ma di cuore eh!
che dicono quello che pensano
e pensano tanto rumorosamente che si indovina tutto anche dai loro silenzi.
A quelle che sono Dure...
teste dure, dure a morire, dure di comprendonio, dure fuori-croccanti a metà-morbide dentro... e sanno anche mantenere il cuore caldo;
che miagolano nel mezzo della notte, si arrabbiano e sanno piangere, gridare e ridere in un unico sguardo.
A quelle che sanno parlare di sciocchezze, che non è quello l'importante, e poi ti sparano la perla di saggezza, così dal cielo, senza preavviso.
Alle linguiste indefesse che non smettono mai di pensarci sopra un po' di più...
A quelle che si infatuano con l'alzarsi del vento.
A quelle che si ritrovano il giorno dopo davanti a un caffè,...
Tornata dal week-end campagnolo, di solitudine, studio e meditazione, già esaminata e pronta per i prossimi tour de force da esami.
Risultati del soggiorno paterno:
numero due paia di sandalini nuovi che scalpitano per esser battezzati sotto i portici bolognesi
un vestitino che l'è un bijou (ed è tanto che non ti vedevo un vestitino così addosso - disse la bambina filosofica alla marchesa in un raro momento di buonismo post shoppo).
De Cataldo - Romanzo Criminale, scippato dalla libreria paterna e già cominciato a divorare
Camilleri - La forma dell'acqua, ... idem come sopra, ma in stato di paziente attesa
una macchinina fotografica in prestito... finally!
Note di fondo pagina: mi rendo conto che ultimamente la mia insopportabilità si riduce a due fattori
fattore A- parlare troppo di esami
fattore B- parlare troppo di tesi
esiste cura a questa malattia?
(a parte il fatto di terminare il tutto senza perdere troppa sanità mentale, dico)
Marchesa pensa. Marchesa riflette. Marchesa sbircia il cellulino di sottecchi, mpf… niente.
Si guarda in giro. Leggiucchia due cose su internet, butta un altro occhio al visore; lui si vendica con il solito pinguino salvachermo. Pinguino, attento a te che uno di questi giorni fai La brutta fine… Riapre la pagina di facoltà e si iscrive all’ennesimo esame, nel frattempo, al solito radio2 in uindousmidia non prende. Marchesa pensa che sta benedetta radiolina portatile, fosse da prendere coi punti della benzina di 20 anni fa’, ci sta proprio. Altra sbirciata. Niente. Il pinguino continua a fissarla serafico.
Sarebbe ora di pranzare, ricominciare a studiare, prendere il treno e tornare a casa giusto quei due giorni per recuperare mille ore di sonno perdute.
Ultimo sguardo.
Ma che!
Si guarda intorno ancora una volta: camera un casino, è tornato il coinquo con morosa, indi fine della privacy e la valigia che resta un pensiero da concretizzare: i-n-e-r-z-i-a, scritto a lettere cubitali sulle pareti del cervello.
Una voce nella testa: dai, muoviti. Alzati da quella sedia. Alzati, alzatialzatialzati, prendi la borsa ed esci. Via da questa casa, via dal traffico, via da una città che risucchia in un ritmo da apnea senza fine. Di nuovo il treno, verso un rifugio più accogliente. Aria!
Per rendere tutto respirabile di nuovo il lunedì mattina e sorridere di fronte alle familiari pietre calpestate sulla strada.
Mpf.
Arrivano le voci dei altri dalla cucina.
Marchesa ci pensa, e decide di sprecare una citazione:
“E’ a hora*”.
Si alza… e inizia a fare le pulizie.
*F. Pessoa - Novoeiro - Mensagem.
L'ultima visione cinematografica: Volver di Almodóvar...
Sempre con la scusa di dar aria a Neurone-al-guinzaglio, e accompagnata da Edi in una domenica sera oziosa, si può proprio dire che ha saputo guardagnarsi i suoi iuri di biglietto intero.
Definirlo è difficile, forse perchè a volte sono proprio gli uomini a saper parlare tanto bene di donne, talvolta stupendoci. E qui sono tre generazioni femminili ad essere protagoniste. Più vicino ai toni di Parla con lei, rispetto a un La mala educación o un Tutto su mia madre, resta, per me, uno dei suoi migliori per poesia, umorismo e alternanza di delicatezza e toni scuri.

Esta noche rodamos la escena final. Me he levantado rodeado de un silencio denso, muy especial. Como si mientras me duchaba y vestía estuviera interpretando mi propia historia. En esta última secuencia intervienen los personajes de la Abuela (Carmen), la Hija (Penélope) y la Vecina (Blanca-Revelación Portillo). En la escena sólo se escucha el viento. Los personajes murmuran y no hacen ruido al caminar por la calle o por el amplio pasillo de la casa de Agustina, la vecina.
[...] La escena final es una escena de bienvenida, despedida y condena. No puedo desvelar los detalles, pero de nuevo me siento como el personaje de Kathleen Turner, llorando tontamente sobre lo que escribo. Las tres mujeres se necesitan, se acompañan, se ayudan, pero la soledad de cada una de ellas es profunda como las raíces de un árbol antiquísimo. Y yo siento esta triple soledad sobre mis hombros como un peso liviano y a la vez insostenible.
Si iniziano a scoprire i primi lati negativi della casa con cortile interno dotato di rimbombo, tanto che a volte saresti certo che il telefono che squilla sia quello di casa tua...
Il pomeriggio è partito con qualcuno dei piani bassi che ha lasciato la tv a volume assurdo facendo ascoltare a tutto il palazzo le isterie della Venier. Almeno ha desistito.
Ma De Andrè proprio questa domenica pomeriggio non posso reggerlo...
non quando lo studio porta all'apatia, che a sua volta allontana dallo studio e-poi-è-tutto-un-circolo-vizioso.
Mannagg', è pure il cd Concerto, proprio quello che so a memoria da tanti ascolti.
Il cd del mio mese a Montpellier, la mia estate francese e i miei 17 anni.
Sospetto che qualcuno mi voglia male...
La riuscita di una festa a sorpresa. Ampia disposizione di cibaria e beveraggi quanto mai soddisfacente per la ventina di personaggi che, venerdì sera, ha presidiato l'incantevole casetta di Edi.
Facce nuove e non; poi il fatto che io e i nomi altrui stiamo su distinti binari del pensiero, beh... questo è un altro discorso.
Tra una torta salata di Latifah e l'imponente schiera di patatine e salatini, si attende l'arrivo della festeggiata, con un "silenzio, hanno suonato!" più o meno ogni cinque minuti...
l'antefatto: esco di casa, un po' trafelata, con i risultati del mio pomeriggio passato in cucina che mi occupano entrambe le mani e la borsa che continuava a cascare dalla spalla... Indirizzo... indirizzo.. cacchio non ho controllato l'indirizzo! Riesco a trovare il numero di Edi per ovviare al problema e intanto penso che il rincoglionimento non ha limiti..
Arrivo. Suono il campanello. Attendo.
Voce di Ari: "Ediiiii, suonano alla porta!"
Penso: E questa sarebbe una festa a sorpresa... siamo antisgamo al massimo!
Inutile descrivere la faccia della Kay nel momento clue... anzi, impossibile descriverla. Specie dal momento in cui ci siamo ritrovati nelle "retrovie" con Hidra e il Tk, mentre davanti a noi si scatenavano le urla di auguri!
Una splendida serata tra chiacchiere protrattesi sino a tarda ora, foto assurde ©TheEgo, per non parlare di una povera lavagnetta che si trovava casualmente lì in cucina, presa d'assalto dalla grafomania dei presenti e dalla comune passione per luoghi comuni e frasi fatte (e disfatte).
Un grazie a tutti! A chi è venuto da lontano, a chi da dietro l'angolo... una delle nottate migliori dell'ultimo periodo!
Note sfogliate tra le pagine...
Manu chao - Lagrimas de oro
Kings of convenience - I'd rather dance with you
the New Amsterdam - turn out the light - beautiful mistake
Arctic Monkeys - Fake tales of San Francisco
De Gregori - ... quel che capita...
Loredana Berté - Ho chiuso col rock'n'roll (e strizzo l'occhio à condesa...!)
Marisa Monte - Diariamente
Mariza - Meu Fado meu - Recusa - Transparente

outfit? ready
make up? done
tickets? got'em
ready for this...
...?... o una viaggiatrice? Che poi, è pomeriggio o sera? o semplicemente tardo pomeriggio?
Torno a casa, il cervello che rotola dietro di me, trascinato al guinzaglio. Solo uscire dal bunker della facoltà mi fa sentire più leggera, malgrado i kili di libri sulle spalle. Passo dal supermercato, giusto per due cose al volo, che ultimamente vivo di piccole spese essenziali e non ho mai nulla in casa. Davanti a me la solita sciura che si espande non permettendomi di poggiare nemmeno le cose sul rullo... ma dopo un principio di rannuvolamento mi viene da pensare che ho altro per la testa: Ecchissenefré.
Il buco nello stomaco è enorme e viene sedato dallo yogurtino dietetico e da una fetta biscottata... alla voglia di una seconda mi dico no e, per far passare il tempo, visto che il cervello sta nella cuccia a leggere il giornale sul trono, ... leggiucchio i blog dove non sono passata nelle ultime settimane.
Così il tempo sembra passi più in fretta e magari... magari poi comincio anche a fare la cena.
In questi giorni non ho avuto tempo e testa per nient'altro che studiare.
Previsioni dei prossimi mesi: piogge di esami concentrate tra fine maggio e primi di luglio, con forti raffiche di orali se si sopravvive all'allagamento... il tutto (possibilmente) senza tregua e con un po' di sabbia dal deserto, tanto per gradire, graziepregomadichèsifiguri.
A lezione mi nominano i caraibi per sbaglio e sbarello. Altro che sogni alliemcbealiani.
Dovrei studiare anche la notte. Invece mi prendono le serate scazzo, ergo non c'è verso di combinare nulla, ergo mi arrotolo nel letto a mezzanotte e affondo qualche piccola angoscia nel cuscino.
Ma la filosofia del "tutto è possibile" in questo periodo mi ha contagiata. Che tanto a demolirti ci pensano gli altri e la mattina dopo tutto si lava via insieme allo shampo.
Poco fa pulivo i fagiolini... mi abbandona il salutismo e torna in mente all'improvviso quando aiutavo la Nonna Ella a pulire i fagioli sulla verandina di casa sua. Un ricordo un po' madelaine... l'acqua fredda, lei piccola piccola e pure di una forza incredibile. Con la sua treccia lunghissima, i capelli sempre raccolti e la voce acuta da soprano.
Mi è anche venuta in mente una cosa oggi.
Preparo un esame di traduzione e come ben si sa, esistono concetti che non possono identificarsi in "sinonimi secchi", dice Eco (2004),... ovvero che talora risultano intraducibili da lingua a lingua con un'unica parola, così come sono espressi in originale.
In tali casi si ricorre a espedienti, giri di parole, perifrasi.
Il portoghese porta vari esempi; ma forse il più esemplare e senza dubbio uno dei più affascinanti è l'idea di Saudade. Cito Teixeira de Pascoaes (poeta fondatore del movimento Saudosismo, 1877-1952), che la definisce come "un vecchio ricordo che genera nuovo desiderio"*.
Dunque non nostalgia, non malinconia, non solo un concetto negativo, ma che implica in sè anche uno slancio verso il futuro, l'altro, l'aspirazione.
E dunque, visto che rimane concetto intraducibile, potremmo forse considere la saudade come il modo tutto portoghese di vivere la nostra (più italiana e meno problematica) nostalgia? Aggiungendole dunque quel tocco di portoghesità, complice una storia e una cultura immense, che tramuta e arricchisce?
*"uma velha lembrança gerando um novo desejo"
Stanotte ho fatto un sogno, rimasto nella memoria giusto perchè è stato il maledetto trillino del cellulare a svegliarmi, puntuale come sempre.
Gli Ingredienti:
Lei, io, insomma, la protagonista: sembrava uscita da uno di quei film alla Bridget Jones, carina, simpatica, senso dell'ironia e con qualche problema di tachicardia alla visione di un certo bel moretto che attraversava le corsie del supermercato (che sembrava quasi London Stanstead tanto era grande...!!) dove lei lavora. Non mancavano i commenti in materia con la collega complice.
Naturalmente c'era anche un ex.
C'è sempre un ex.
E qualche lacrima.
Mentre il pomeriggio tinto di giallo passa a colorarsi di azzurro, divenendo mattina come per un disguido temporale dettato dalla fantasia. Nessuno ci fa caso, ovviamente.
Mi sveglio di colpo, ancora con la sensazione vissuta nel sogno, da cui non riesco a scrollarmi del tutto nemmeno ora...
Ho sognato una storia d'amore banale.
Da librettino rosa comprato in edicola...
E il gregge ha detto: non è beeeeeeeeeene. (cit.)
Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti parola di Jasper Griffin