Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dà nno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con à ncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...] Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio. Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"
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Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità , i minuti e le sciocche banalità , "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.
54 - la ragazza che si sposa
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L'ultima serata bolognese trascorsa al concerto dei Baustelle.
L'entrata si prevedeva ardua, molti ignoravano la necessità di invito, ma alla fine il simpatico BodyGuard nero, due metri per due, deve essersi impietosito e ha lasciato passare il gruppetto assiepato davanti al cancello dopo l'inizio del concerto: l'allegro gruppetto si avventura all'interno. I più temerari sfidano il selciato coi sassetti in rilievo poggiandovi il deretano... c'è chi c'è rimasto fino alla fine... forse perchè non riusciva proprio ad alzarsi più.
Prima volta per me, ma non per la Edi, esimia cultrice, con cui abbiamo saltellato qui e là su i loro battere e levare. Bel concerto, incorniciato dal chiostro di Santa Cristina; unica pecca: forse un po' breve.
A chiudere la serata, un granitone in via S. Vitale che faceva un baffo a tutte le granite dei miei ultimi vent'anni. Menta e limone, già mescolati come piace a me, con i pezzettini di menta VERI dentro... che purtroppo dopo poco iniziano a infilartisi tra i denti, ma tant'è... ne vale davvero la pena.
Inizio a impacchettare e mi rassegno a lasciare questa Bologna vagamente bollente, vagamente vuota, ma che ancora riesce a riempire i concerti e le seggioline scomode del cinema in piazza; abbandono il ventolino, compagno dei miei migliori pomeriggi e delle nottate di questo luglio da caldo immenso e uscite quasi ogni sera.
Ultime pulizie, raccattare le cose in giro, chiudere la valigia e, ancora una volta...
In ordine sparso e senza filtro:



Tutti dicono qualcosa del mondiale: esultanze protratte per i prossimi giorni visto che, non sapendo quanto questa unità di spiriti possa durare, tanto vale tenersela stretta finchè si può.
Si sprecano gli aggettivi, anche per chi il calcio non lo seguiva da un sacco di tempo (nessun riferimento personale... ehm ehm). Tant'è che a rivedere qualche immagine sale anche la mezza lacrimuccia di emozione. Si dica quel che si dica, è indescrivibile, bastano i video della vittoria, il circo Massimo pieno (e non avessi avuto la tesi da consegnare ci sarei stata anch'io... bu buuu), le facce degli Azzurri che dopo l'ultimo rigore non ci credevano manco loro, figuriamoci noi.

Matto - Ma certo... e sarebbe più che sufficiente! Il popolo chiede una giustizia vera e noi invece facciamo in modo che s'accontenti di una, un po' meno ingiusta. I lavoratori gridano basta con la vergogna dello sfruttamento bestiale, vorrebbero non più crepare in fabbrica e noi metteremo qualche protezione in pià, qualche premio in più per la vedova. Loro vorrebbero la rivoluzione... E noi gli daremo le riforme... tante riforme... li annegheremo nelle riforme. O meglio li annegheremo nelle promesse di riforme, perchè neanche quelle gli daremo mai!
[...] Vede, al cittadino medio non interessa che le porcherie scompaiano... no, a lui basta che vengano denunciate, scoppi lo scandalo e che se ne possa parlare... Per lui quella è la vera libertà e il migliore dei mondi: alleluja!
Morte accidentale di un'anarchico - Dario Fo
Coinvolgente e a tratti pirandelliano ;) Una lettura non troppo da ombrellone, ma da consumare al fresco, sotto l'ombra di un albero in un caldo pomeriggio. Sulla falsariga di un Romanzo Criminale, o forse viceversa...
La gita fiorentina è durata poco più di 24 ore, ma già si respirava un clima diverso. Il Brò, impegnato nel lavoro, mi ha lasciata a ronfare sonoramente sul divano per buona parte del primo pomeriggio, smaltendo stress e stanchezza degli ultimi giorni. Con scatto felino malriuscito, alle 6 e 10, rotolo malamente giù dal divano per recuperare i mangiarini per la cena. Si preannuncia anche la presenza di un ospite australiano, conoscente del Brò, che si fermerà qualche giorno.
Mi dice: "Un artistoide, l'ho conosciuto a Roma.. bla bla bla"
Insomma, mi ritrovo di fronte questo australianone alto un buon metro e 90, biondiccio con l'occhio azzurro e si inizia a chiacchierare amabilmente, mentre il Brò gironzola per casa. Basta poco perchè saltino fuori le mie recenti litigate con l'ufficio tirocini e la ditta milanese per cui ho lavorato l'anno scorso, che si passi poi ai viaggi, al futuro e alle aspirazioni. Mi dice: "E' che sto cercando di tenermi aperte tutte le porte possibili, senza escludere nulla...". Ci si guarda e io mi rendo conto che capisco benissimo.
La sera: tavolata imbandita di pizze e pizzette, pane a volontà, stracchino, affettati vari, mozzarelline e olive piccanti. Con la chiacchiera, ci si perde i primi 8 minuti di partita, ma fa' nulla, recuperiamo subito.
Ci si lamenta, c'è tensione nell'aria ma niente, la maledetta palla non entra. Al solito, verso i supplementari io tendo ad avere l'occhiatto addormentato, quando, lanciando un'occhiata vacua allo schermo e già rassegnata ai rigori, vedo la palla in rete e Grosso che corre come un pazzo. hanno segnato. Hanno segnato?!? Oh, HANNO SEGNATO????
Brò e Aussie che si esibiscono in contenuti gridolini di gioia e io che inizio a schiaffeggiarmi per riprendermi dal sonno e dallo shock. Non faccio in tempo a darmi il 4° schiaffetto che Del Piero mi segna di nuovo, ciliegina sulla torta, smacco agli abitanti di cruccolandia e gente che inizia a correre per strada al piano di sotto dove, nel giro di poco, si scatena un discreto macello.
Brò - che ha vissuto nella capitale di Cruccolandia e ha intrattenuto strette relazioni con la popolazione locale - Però un po' mi dispiace per i ted...
Moi, sempre più nobile - mavvvvaaaaaaaaaaaaaaiiiiiii!
Usciamo per un gelato al Vivoli e per far godere all'Aussie l'italianità di una vittoria così sospirata: gente arrampicata sulla fontana di piazza s. Croce, bandiere e canti oh ohohohohooohoooh. Al palazzo sotto cui si concentrava il casino, c'era anche una vecchina al 2° piano che guardava di sotto, ormai rassegnata a perdere il sonno per una notte. E' rimasta lì tutto il tempo che ci siamo fermati in piazza, a guardare nel vuoto della folla.
Il giorno dopo è già ora di prendere il treno. La mattina scorre tra una pigra lettura a letto e una colazione prolungata dalle chiacchiere con l'Aussie, mentre il Brò ancora lavora. Mi racconta del Sud America, di Berlino, della Spagna e io sogno ad occhi aperti e tiro lunghi sospiri.
Quasi quasi vado a fare l'artistoide anch'io, penso tra me e me. Ma per intanto prenoto il prossimo biglietto, che oggi, valigia in mano, si riparte! Dopo i salti per Bologna di ieri, dopo la festicciola di laurea di R. ... la mia prima amica di facoltà che vedo laurearsi e, detto inter nos, fà un po' specie e un po' piacere...
Ansia.
Era un po' che non succedeva; di solito mi prende il lunedì mattina, reminiscenze delle superiori mentre la domenica forse capitava alle elementari, quando mi autoconvincevo che fosse già lunedì: sono quei piccoli segreti confidati tra lenzuola e cuscino.
Esco, fuori c'è una giornata meno calda del previsto e azzurra come non mai: dal semplice viaggetto al supermercato sotto casa decido per prolungare.
Bologna la domenica mattina è semideserta... in piazza S. Stefano gira qualche credente sopravvissuto di questo secolo, che si avvia alla funzione.
Gironzolo nella libreria sotto le Torri, che con questi lavori in corso mi ha scombussolato tutto e io in queste cose tendo all'abitudinario. Dicevo, gironzolo un po' infastidita dall'ammassamento e dai cambiamenti dei reparti, sfoglio senza entusiasmo vari libri, ma malgrado alcuni titoli interessanti nessuno riesce a sollevare il macigno sullo stomaco.
Mi dico: ci vuole qualcosa di leggero, ma non troppo stupido.
Passo davanti a Moccia senza degnarlo troppo: visto il film a spizzichi, il libro non mi attira proprio... e come dice Lei, jack frusciante resta ancora un immortale; mi capita per le mani anche Pulsatilla, ultimo scalpore nella sfera blog e non, passo davanti a un sospiratissimo volume di Poesie di Caproni, che mi fa pensare "però 22 iuri così sull'unghia non posso". La Guanda al solito ispira al latinoamericaneggiante, ma niente colpisce nel segno.
Mi dico: con questo umore ci vuole una storia sentimentaloide e divertente.
Fosse facile! Storie banali, trite e ritrite, mal raccontate. Non è più il tempo in cui bastava lo stupido romanzetto rosa da dodicenni a far comparire sguardi trasognati. Non è più il san Valentino passato a letto malaticcia, leggendo un bellissimo libro di storie d'amore senza farsi venire la tristezza cronica.
Alla fine esco con in mano:
due cataloghi per chiarirmi le idee (uno Einaudi Tascabili, l'altro dell'Economica Feltrinelli, con un gran salvadanaio a forma di porcello giallo che ispira fiducia);
Morte accidentale di un anarchico del Darione Fo... che in questo periodo la storia recente italiana mi appassiona da morire, nella mia beata ignoranza;
dulcis in fundo, per bilanciare l'eccesso intellettuale mi aggiundico un bel Col Cavolo: sì esatto, la Littizzetto. Tutte hanno letto qualcosa della Luciana, c'è chi l'ha regalato alla mamma, chi l'ha ricevuto dall'amica e chi invece se l'è preso per sè. Fatto sta che è lì, da qualche parte, nella libreria, a fianco all'ultimo numero di Glamour e alle puntate di Sex and the City.
L'esame di domani, ultimo per la sessione, è un pensiero lontano ed è meglio che così resti. Intanto mi adopero a accarezzare e coccolare questo magnifico omaggio della Duchessa ... salvezza dalla calura di questo, ormai, pomeriggio di domenica.

Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti parola di Jasper Griffin