Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dà nno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con à ncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...] Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio. Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"
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Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità , i minuti e le sciocche banalità , "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.
54 - la ragazza che si sposa
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Ci sono delle cose che ti chiudono lo stomaco e altre che ti aprono gli occhi.
Nel primo caso, fare colazione con caffelatte, cornetto e qualche mozzico della squisita focaccina alle olive del fornaio di Parruccolandia. O svegliarsi alle 7 con lo stomaco in rivolta, dopo che ieri sera all'1 ti sei mangiata un amaretto, reduce dall'ultima discesa di mamma dal piè de' monti, per sedare morsi di fame. Così ti impari a sballarti gli orari della cena.
Insomma lo stomaco è in sciopero e la testa lo spalleggia, dunque non c'è niente di meglio che distrarsi con la pallavolo maschile di prima mattina.
Va bene, la confessione è che ho scoperto dei mondiali perchè ne parlava il Rastino all'allenamento l'altro giorno. Ma abbandonando questo, stamani ho avuto casualmente modo di guardarmi tutta la partita Italia-Francia.
Abbiamo perso, peccato.
Ma un tributo al "man of the match" non può mancare; che oltre ad averci due occhioni espressivi, il capello nero corvino e du spalle che mi ci farei portare a cavalluccio tanto volentieri,... l'è anche bravo. Ma di parecchio (la telecronaca segnalava almeno una ventina di punti dalla sua entrata, pensate un po'!).
E allora un applauso al nostro Savani, che oggi ha risollevato il morale della squadra azzurra (e oserei dire anche del pubblico femminile), dopo i primi due set dominati dalla nazionale francese:

Oggi si è aperto il giorno delle grandi manovre, ovvero la risistemazione dei mobili nella mia stanza.
Lasciando perdere le ore spese a leggere e rileggere manuali di cromoterapia applicata all'arredamento, consultazioni dell'I Ching varie e l'acquisto di testi tipo "Feng Shui for dummies", oggi, nel giro di un'oretta, è avvenuta una piccola rivoluzione
Bisogna sapere che nella casetta di Parruccolandia, le pareti della mia stanzina sono rimaste piuttosto spoglie da quando sono qui. Conoscendo le mie manie per cartoline, foto, poster e colori, la cosa potrebbe sembrare strana ed, in effetti, èparso anche a me. Così, dopo colazione, ho avviato l'opzione "casalinga maniaca", risistemato la cucina, fatto una lavatrice che attendeva da una settimana [no, è che stavo per restare a corto di mutande, diciamo la verità...] e poi mi sono data agli spostamenti.
Sarà che stamani ero di buon umore e mi sono stufata dello stato vegetativo-finto iperattivo che mi ha colta nel post-laurea
Sarà che sto seguendo un corso con un prof. fighissimo, ma proprio grandioso ed appassionante, che mi fa tornar la voglia di aprire i libri e mi entusiasma un sacco
Sarà che il primo esame alla specialistica è andato come volevo io
Sarà che le dimostrazioni d'affetto fanno troppo bene alla salute e bisognerebbe esternare di più e farsi meno pipponi mentali
Sarà che ieri ho visto l'ultimo Loach, premiato Palma d'Oro a Cannes quest'anno, e mi è salita la rabbia che mi piglia sempre di fronte a film a sfondo indipendentista.
Presi gli ingredienti, tritati e shakerati per un po', il risultato è piuttosto soddisfacente... più tardi vado finalmente a comprarmi delle tende decenti e qualche cosa da appendere e l'opera sarà completa!
E poi, pigiama party stile festa delle medie a gogò!
The Doctor's Corner:
"Il vento che accarezzava l'erba", titolo del film di cui sopra, viene tradotto dall'inglese "the wind that shakes the barley"... ora, so che faceva tanto poetico, ma cari traduttori, tralasciando la traduzione di shakes (più scuotere che accarezzare in effetti... altro che poesia, chissà che direbbe il signor Loach?!), ma come se questo non bastasse... a voi pare che barley voglia dire erba?!
Diciamo piuttosto che se ne sono fumata parecchia, per infilarci un titolo del genere!
L'orzo signori, l'orzo irlandese da cui nasce la famigerata Guinness, la Kilkenny e molte altre delle meravigliose birre irlandesi che troviamo nei più comuni pub.
La line che da nome al film viene da una canzone tradizionale irlandese, cantata nel corso del film ad una veglia funebre. E, udite udite, anche nei sottotitoli presenti barley ci viene tradotto come erba.
Ma quand'è che daremo lavoro a gente competente qui in Italia?!
Due uova, un po' di sbatti sbatti, ma leggero che se no poi non resta soffice, due tocchi di sale, uno di pepe, una puntina di prezzemolo.
Ecco, se la vita fosse una frittata, sarebbe tutto troppo bello e semplice... e giallo dorato.
Invece nel mezzo ci trovi funghi, cipolle, zucchine, patate, peperoni, melanzane, pasta fritta: un gran mischione di colori e sapori che l'occhio apprezza, ma che necessita di stomaco e bocca buoni per riuscire a digerirli.
E poi, scusate, ma una frittata con tutto quel popò di cose, come fai a girarla?
Mica ti basta il rapido gesto del "maghetto della frittata", che fa tutto al volo.
Non è sufficiente neanche metterci su il coperchio e poi ruotare rapidamente, che il polso, da solo, mica regge.
Ci vuol pazienza, fuoco lento, magari un altro paio di mani che ti tengano ferma la padella, mentre cerchi di girarla, sta benedetta frittata.
E manco puoi sapere se sta venendo come vuoi tu,...
Che se magari dopo l'assaggi, ti si rovina il quadretto tondo, con tutti quei bei quartini di peperone che ci dipingono su mille sorrisi.
Ma se non è giusta di sale?
E se ci manca quel certo non so che? Quel di più che la rende davvero gustosa e un po' più tua di mille altre frittate qualsiasi, che ti occhieggiano dalle loro belle padelle antiaderenti.
Fino a che non arrivi a domandarti: ma... e se ordinassimo pizza, stasera?
Di due nobildonne che discorrevano della cena
Marchesa - che fai da cena?
Ari - mmm
pensavo una pasta
mi va la pasta
Marchesa - brava!
santi carboidrati
io... devo ancora metter su il minestrone!
Ari - forse le orecchiette con broccoli e pomodori
Marchesa - l'ho messo nell'acqua
poi ci aggiungo patate e piselloi e più tardi i pomodori
Ari - oi piselloi?!?
Marchesa - ghghghgh
Ari - Maiallll!
Il salutismo è il sale della vitttta... ortomio!
Questo blog è in pausa di riflessione con se stesso per l'entrata nelle schiere dei "laureati-disoccupati-già matricole" come tanti altri.
Nel frattempo si procede a suon di cinema - andate a vedere Babel, uscirete con un pugno nello stomaco e maledicendo i doppiatori veneti dei parlanti messicani - nonchè cene ad alto godimento palatale, organizzate alla nobile dimora in Parruccolandia, dove crescono messe in piega sugli alberi e, da oggi, pure le scaloppine di vitello!
Il Menù del giorno apre le danze con:
chiacchierata con Contessa e IlDeNiro - nuovo coinquilino acquisito a Parruccolandia e scoperto nella sua versione più godereccia e goliardica proprio dalla festa di laurea in poi - intervallato da spadellamento continuo dalle 6 e mezza alle 9, con in sottofondo la colonna sonora del Jesus Christ Superstar e gli Strokes.
L'arrivo degli invitati da il via alla progressiva sparizione di quanto amorevolmente preparato dalle nobildonne nel corso delle ultime due ore di tagliuzza, inforna, gira, rimesta, riempi, spiattella, trita, sbuccia&sbollenta.
antipasto: speck, formaggio di capra, prosciutto a cubetti e olive con pane toscano
pomodorini ripieni e polpettine di tonno
piatto forte: scaloppine di vitello con misto di funghi e sughetto da leccarsi le dita
teglione di verdure al forno innaffiate di sale, pepe nero fresco e olietto toscano bono
e per concludere: torta allo yogurt, ammazzacaffè, tisana e cigarillos per i fumatori
Il tutto annaffiato abbondantemente da due vinelli rossi corposi.
Un 'Azie alla Signora, Fass, Tenero G, IlDeNiro e naturalmente l'immancabile Contessa, dominatrice del fornello.
I nostri protagonisti torneranno su queste reti domani, per una altrettanto godereccia cena direttamente dal Sollevante. Garantite risate, effetti speciali e colpi di scena... signori, centovetrine ci fa un baffo!
Del pre laurea e delle domeniche quasi invernali a spasso per Bologna.
Lo so che non discuto.
Lo so che dura 5 minuti, che qualsiasi anestesia dentistica è più lunga e fa più paura.
Lo so che non può che andare bene... ma, come dice la Signora, sono in Fase PP (pre-proclamazione).
Questo ha implicato nell'ordine:
la pulizia dell'intera casa, ovviamente in pigiama fantozziano, per tenere impegnata la giornata;
una visita al Ciocco show, con tanto di assaggini guduriosi e cioccolata calda insieme a R.;
una capatina a casa della Signora, in compagnia del Tenero G., tutto condito da tisana, cioccolatini freschi freschi di fiera e quattro sane risate.
La serata prosegue con la visione di una cosetta leggera..:

Tu chiamale se vuoi, pazzie da laureandi.
Ovvero: l'ebbrezza di cambiare punto di vista, prospettiva, altezze.
Chiamiamoli quei 10 cm in più che fanno una vaga differenza.
Ora ci sono sopra, a quei 10 centimetri di troppo e, sebbene ieri i piedi fossero già stati messi alla prova da ore e ore di danze scatenate al Noto Locale Gay, ora viene da pensare che può andare peggio. E con tutto l'amore possibile, mi chiedo: "Ma perchè?! Eh? Che cazzo t'è venuto in mente?!" - notare che la scarpiera al momento presenta solo pazzie sotto i 5 cm...-.
Restano tre giorni, per riuscire a comprendere la meccanica del tacco alto (ma proprio alto!) e largo quanto un tronco.
Ma ormai hai voluto la bicicletta... e allora, se lunedì mattina vedrete una ragazza gironzolare di fretta per le vie di Bologna, mentre smadonna quanto uno scaticatore, avrete incontrato una Marchesa quasi laureata, insieme ai suoi masochismi da dieci centimetri.
buchi nel passato
Quando ti pongono la domanda "ma te di dove sei?" si apre una commedia. Così può capitare che ci si avventuri in qualche breve resoconto del mio capitolo di vita "trentina". Cinque anni spesi nella ridente (ma anche no) cittadina di Pergine Valsugana - Perzen per i locali; e se si dice che in cinque anni può succedere di tutto, credeteci, perchè è stato proprio così.
Ma questo cosa c'azzecca?
Fatemi spiegare.
Pochi giorni fa:
dalla tasca della felpa sento una vocina registrata... "porc il cellulare!". Controllando le chiamate effettuate succede quel che non dovrebbe mai succedere: hai appena chiamato l'Ex Storico... sudorini freddi corrono lungo la schiena, ma fortunatamente la segreteria testimonia che l'utente storico non è al momento raggiungibile.
Fiuuuuuuuuuuu.
Orbene, bisogna qui dire che lo Storico ha condiviso due anni della tua "felice" esperienza trentina, sebbene poi la vostra situazione sia naufragata nell'impatto con le porte dell'Emilia, inabissandosi nel giro di qualche mese.
Sono due anni e mezzo che non vi sentite granchè, mentre l'ultimo incontro risale a fine dicembre, una rimpatriata di amici condita da scenette molto poco felici.
Tutto sommato tu hai rimosso e lui pure. Dunque va tutto bene. Finchè...
Stamani:
uno squillo dello Storico alle 8 e 40 di mattina. Uno squillo o una chiamata. Dello Storico. 8 e 40 di mattina - giusto in tempo per la sveglia! - rifletti.
Ed entra il tarlo del "E se fosse successo qualcosa?"
Fatto sta che nel dopo pranzo scatta la chiamata:
Neurone - Nonrisponderenonrisponderenonrispondere...
Storico - Pronto?
Neurone - Cassssso...
Esci dai 15 minuti di conversazione viva, vegeta, sorridente e col pensiero "non è proprio cambiato di una virgola". Seguirebbero una serie di considerazioni sul perchè, dopo questo pensiero, non mi potrei mai far venire alcun senso di colpa, sui momenti boh oscillanti e sull'inutilità delle false speranze malriposte.
Ma ho visto dal vivo l'appartamento di Rafeli e sono troppo emozionata.
Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti parola di Jasper Griffin