Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

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Viaggiatori senza orologio

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La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

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giovedì, 28 dicembre 2006
track 8 - Paolo Nutini - Loving you


Se tieni le castagne in tasca nel giaccone d'inverno, non ti prendi il raffreddore.

Questa frase me la diceva sempre la Zia Insopportabile quando ero piccola. E' riaffiorata, tra un pensiero e l'altro, durante una di queste passeggiate che sanno di bosco e canidi a spasso, entrate nel quotidiano di questo breve soggiorno romano.
Mi rigiravo per le mani la castagna raccolta nei giorni passati e che, per caso, e' rimasta nei jeans. E' piccola, di un colore chiaro, cosi' diversa da quelle che mi ritrovo a osservare, per caso, poche ore dopo in uno di questi baracchini alle periferie dei castelli.

Questi giorni sono stati votati a lunghi pensieri, forse perche' prima di avere per le mani questo 2007, sarebbe bello sapere come collocare un anno lunghissimo e intenso come il 2006, che ci sta gia' iniziando a salutare con la manina, mentre si fa sempre piu' piccolo, nel mezzo di questo inverno autunnale di foglie secche, passeggiate senza giacconi pesanti e tisane di garofano e cannella.

I bilanci restano inafferrabili, mancano ancora due giorni prima di accomiatarsi da quest'anno trascorso tra mille aerei e viaggi, ritorni, amicizie speciali, esperienze che svezzano e altre a cui siamo anche troppo abituati, soddisfazioni enormi, qualche delusione. Tutto sommato vissuto con molta intensita', malgrado i momenti in cui ci si sentiva asettici .

Il 2007 qui lo si accoglie a braccia aperte, mentre i pensieri vanno al volo di domani, alle valigie ancora da sbrigare e agli amichetti da raggiungere.
L'anno nuovo si salutera' da un Sud ancora sconosciuto, ma che ha voluto gia' regalare qualche gradevolissima anticipazione di se' in quella nobilta' giocherellona che bazzica la mia vita bolognese - e questo blog.
Ad accompagnare il viaggio c'e' quest'ultimo libro dell'amatissimo De Cataldo, che sembra trasudare sud da ogni spazio bianco, insieme ad un'altra serie di racconti di giovani autori argentini.

C'e' chi mi ripete con convinzione che gli anni dispari portano fortuna, che l'oroscopo incensa tutti i sagittari per un 2007 a suon di lustrini e cotillons. Qui, di fronte allo schermo, preferisco pensare che mi sembrerebbe gia' un ottimo inizio se potesse aprirsi sul ritmo dell'intro di Jenny don't be hasty.

tuuududududuu ahhhahah

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lunedì, 25 dicembre 2006
La ricetta del giorno

Per l'angolo culinaria, si propone oggi una Marchesa sui colli.

Prendere la Marchesa, almeno un paio di giorni prima della data cruciale della vostra Cenetta.
Sbattetela su un treno, possibilmente Espresso, ma anche IC va bene, quel qb che va dalle 6, alle 7 ore circa. Ne uscira' intontita, vagamente scazzata e con del sano cerchio alla testa, ma sara' ancora pronta per accompagnarvi nell'ultimo giro per regali.
Al termine, si dimostrera' se la Marchesa sara' sfiancata a puntino da mettersi nelle vostre mani per le 24 ore successive di preparazione.
Indi, lasciatela riposare per circa 10-12 ore su letto di comode piume.

Alla vigilia, raccogliete con cura la Marchesa dal letto e portatela a prendere aria nel bosco vicino casa, pestacciando con sommo gaudio letti di foglie secche, insieme ad un'orda di canini impazziti e felici. Questo intorno alle 10 e 30 del mattino, per circa un'ora.
Sino al pomeriggio, shakeratela tra cucina e soggiorno nella preparazione di insalate russe, torciglioni, cime ripiene per ammorbidirne carni e spirito e renderla una volta di piu' disponibile, servizievole e bendisposta nei vostri confronti. Attenzione, nutrite con moderate quantita' di  manicaretti sfiziosi per indurla a sonnolenza e soggiogatela ai vostri voleri con tanti tanti regalini.

La mattina di Natale la troverete gia' pronta, mentre dorme saporitamente a panciainsu' sulla teglia preventivamente preparata nel forno di casa, condita di alloro e rosmarino.
Aggiungete olio e spezie a piacimento. Cuocete per circa un paio d'ore a fuoco lento.
Servite con verdure al forno.


E ora non resta che spiegare i tovaglioli, imbracciare forchette e coltelli
e augurare ai vostri ospiti Buon Natale e buon appetito!

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giovedì, 21 dicembre 2006
uno, due, tre...

... c'era un tavolo con i pochi e cari amici che si possono desiderare.

quattro, cinque, sei...

c'erano le luci soffuse, la musichetta indiana, e la Betta che gorgeggiava felice sulla colonna sonora di un film indiano;

sette, otto, nove...

e l'Ari che guardava con l'aria furbetta, mentre si riuniva con gli altri a far firmare delle cose in gran segreto. E io sulla porta a far finta di non sapere.

dieci, undici, dodici...

e la Duchessa con cui ci scambiamo le salsine buone e le scodelle di metallo, mentre codesti sughettini meravigliosi sembrano espandersi nello stomaco nel giro di pochi secondi;

tredici, quattordini, quindici...

e il Tk che presenzia e racconta, tanto che, non si sa bene partendo da dove, si finisce a parlare di Romania, Moni Ovadia, canti zingareschi e viaggi, infiniti viaggi;

sedici, diciassette, diciotto...

e l'Amico Astrofisico che si sconvolge, leggendo dei taxi abusivi e delle precauzioni da prendere, nella guida sul Messico ricevuta in dono dalle nobildonne... e questo rende il tutto un pizzico più vero.

diciannove, venti, ventuno...

e poi c'è il TeneVo, G., che mi fa pensare che questa è l'ultima notte a Bologna del 2006, che mi telefona alle 11 e mi invita a raggiungerlo, "che poi si va a bere una birra per festeggiare" dice; per poi tirarmi le orecchie allo scoccar della mezzanotte.

... e ventidue...

Ci siamo tutti noi che camminiamo insieme per le strade di questa città.
Qualcuno parte, altri rimarranno, ma resta la fotografia di un istante a testimoniare
il sottile filo rosso che ci accomuna,
sotto le torri
illuminate a festa.

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quotidiano animale

domenica, 17 dicembre 2006
nerd set

Questo blog è sotto esame.



Ma ancora per poco.

Da martedì si torna alla vita blogghe.

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sklero gratuito, laureanda con giudizio

martedì, 12 dicembre 2006
makin' up ma mind

C'era una volta una città lontana lontana, nel mezzo di un paese immenso.

C'era una volta un pensiero confuso nella testa che girava e girava e parlava di questa città, di civiltà antichissime, di milioni e milioni di persone tutte insieme, tante da non riuscire nemmeno ad immaginarsele; e poi c'erano le foto dei quartieri scattate dall'alto alla Biennale, una mostra d'arte alla Royal Gallery a Londra nel 2003, i nomi di astruse divinità imparate a memoria al I anno di università e mai dimenticati (Quetzalcoatl, Huitzilopochtli, Tezcatlipoca...).

C'erano quintali di sogni nel cassetto, sepolti da mille scartoffie di pensieri, piccole insicurezze e inconsapevoli certezze; c'erano i colori vivaci del primo libro sui muralisti che ti eri comprata in V superiore, immaginando il giorno in cui ti sarebbero apparsi in tutto il loro splendore. C'era Entusiasmo, nascosto sotto la coperta pesante intrecciata da Aspettativa e Angoscia, che come due sorelle benevole tessevano e tessevano, dicono, per tenerlo caldo, mentre il torpore si andava lentamente impossessando di lui.

C'erano due occhi nello specchio, la mattina, che sapevano, che avevano già visto e capito come sarebbe andata a finire. La cosa più difficile era ammettere che fossero proprio i tuoi.
C'erano quelli che dicevano "tanto lo sapevo" e quelli che invece erano davvero felici. Per te.

C'era la persona incontrata oggi per caso, che ha fatto sì che il cielo si schiarisse in un momento e fosse tutto così semplice, limpido e luminoso.

C'era il Messico e c'erano le nuvole e c'era la musica dell'armonica...
... ma questa è un'altra storia.


*tra qualche mese, questo blog farà le valigie per l'oltreoceano*

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on the road, bristoliana, quotidiano animale

giovedì, 07 dicembre 2006
ritorno al paesello

Il ritorno al paesello mi fa sempre un certo effetto. L'ultima volta ci son passata quest'estate, giusto in tempo per arrivare e ripartire per i colli della Capitale nel giro di mezz'ora. Una sbirciata al lago e alle isole, là lontano, un saluto alla piazza e alla casa dei nonni.

Il ritorno al paesello fa un po' quell'effetto Guareschi, che sotto sotto non guasta mai. Manca solo che sbuchino sindaco e pretino che si pigliano a bastonate dietro qualche angolo di strada e il quadretto sarebbe bell'e che completo.

Prima del ritorno ci sarà la puntata a Firenze, e ancor prima i risultati dell'Overseas.
Nell'attesa di qualsiasi segno, tenete incrociate le dita dei piedi e non lasciatemi sola la bambina filosofica... che malgrado il cinismo, resta sempre un'adorabile peste!

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on the road, la mia famiglia e altri animali, quotidiano animale

mercoledì, 06 dicembre 2006
Il troppo stroppia

Ecco, io oggi vorrei tanto fare come suggerisce lei:




quando hai un problema
pensa ai coniglirosa ©
e batti la manine sulla testa.
tutto andrà bene.
finchè regge la corteccia cerebrale.

Dopo questo sfogo, forse, riesco a tornarmene sui libri.

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sklero gratuito

domenica, 03 dicembre 2006
Sunday morning

" There's always someone around you who will call..."

I risvegli di domenica mattina, assaporati con giusta calma e lentezza, sono davvero i migliori. In settimana c'è sempre quel pianificare le giornate, gli impegni, il lavoro, i pensieri; ma la domenica...
La domenica resta una piccola oasi di felicità tra la notte brava del sabato e il pensiero del lunedì.

La sveglia interrompe un sogno alle 9 e mezza, la casa è silenziosa, nessuno in giro, sono tutti fuori per il weekend. Dopo cinque minuti passati a godersi il calduccio sotto al piumino aleggia il pensiero della proposta per una "colazione tutti insieme da me", di ieri sera... e che, dunque, toccano le pulizie prima dell'arrivo delle truppe.
Sono le 11 passate quando la Signora annuncia l'imminente arrivo, proprio mentre sto mettendo l'alluce nella doccia profumata e fresca di candeggina al limone.

I tempi si prolungano, scorrono le chiacchiere e lo stomaco inizia a reclamare. E' di dovere il giretto al bar-pasticceria più grande e goloso di Parruccolandia. Procurati panini, dolcetti e biscotti, messa su la moka e il caffè d'orzo, le ciarle spaziano dai massimi sistemi, al futuro, alle "maledizioni di moteczuma" che ci hanno colte in questi ultimi giorni. Si unisce anche il Tenero G., scatta un altro giro di tisane e caffè, mentre la conversazione prosegue animata.

Alle 5 ci aspetta
Happy Feet al monosala (!) di Parruccolandia.

Marchesa - scusi, la sala è questa? ^___^     - indicando l'entrata di fronte-
Omino strappabiglietto - ?_____? (sguardo interrogativo) ne vede altre?


Nell'intervallo La Signora si sbellica alle mie imitazioni del porcellino Lyndon, mentre mi nascondo dietro alle manine e le faccio
"Bu!" - ... a mia discolpa sosterrei che l'età media in sala era nell'ordine dei 10 anni... -
Usciti dal cinema nessuno sembra dell'idea di tornare a casa: altro giro di tisane nella dimora marchesonica (ebbasta con ste tisane, direte voi) e poi, all'arrivo della coppietta di coinqui, ci si sposta fuori casa, verso un'osteria tipica nelle vicinanze.

All'allegra brigata si unisce l'Amico Astrofisico Nucleare e, sul tardi, M. e La Coppietta di Tronisti-Mariastyle.
Dopo un'attesa che ci sembra più o meno infinita - chè sebbene abbiamo spizzicato tutto il giorno, G, La Signora e io avevamo ancora un discreto appetito - si aprono gli stomaci con un primo giro di tigelle. Segue l'arrivo dei primi piatti, più o meno spartiti in allegria, annaffiati di Sangiovese e tante sanissime risate.
Crepi l'avarizia, dopo un'elogio della 46 paventato dall'Amico Astrofisico Nucleare, si ordinano secondi e contorni a volontà, mentre La Signora ed io iniziamo ad inneggiare al rotolino da buona cucina - di fronte allo sguardo storto della componente femminile della Coppietta di Tronisti.
Alla nostra tavolata ciarliera si unisce il gestore dell'osteria, che per tutta la serata continua a sfornarci piatti meravigliosi e ad intrattenerci con queste sue battute un po' ruvide, ma esilaranti.
Ci tiene a raccontarci che lui, il suo lavoro, lo fa da cinquant'anni, fiero della cucina amorevole e invogliante della moglie, dei suoi pronipoti e della raccolta infinita di articoletti di giornale assurdi riposta accuratamente dietro alla cassa.
E' lui che, aiutandomi ad infilare il cappotto, mentre mi lamento che "ormai certe cose non capitano più oggigiorno", mi sussurra: "ma questa è vecchia scuola, quella vera!"; uno di quelli che ancora saluta stringendo la mano a tutti, ringraziando e augurando buone feste.

Passate le 10 e mezza, nel freddo di una Bologna che ha finalmente accolto l'inverno a braccia aperte, il gruppetto si scioglie, in una perfetta conclusione per una domenica dicembrina all'insegna di dolcezze, una compagnia affettuosa e spensierata e dell'ottima cucina, come la si trova solo in quei posti alla buona, coi tavolacci e vecchi poster che tappezzano le pareti.

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pellicolacea, quattro sotto un tetto, quotidiano animale

sabato, 02 dicembre 2006
Take a bow

let the music start!

Stasera si va a prender aria come si deve.
E a saltare, cantare, urlare, ballare, sgomitare...

Si rimetton nell'armadio gonne frufru, magliettine sgargianti e collane ammiccanti all'etnico e si tiran fuori armi adatte alla battaglia.
Lucidate l'anfibio, fuori i jeans e le polsiere... Marchesa, Ari, Calzino ed Elena stanno arrivando!


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free listening




Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin