Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

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Viaggiatori senza orologio

Ari, la contessa rocker in trasferta brasileira
La Granduchessa di Toscana, Maestra di Couscous e anche lei ambasciatrice in Terra Brasilis
Edi, Signora dal capello sempre perfetto, ha abbandonato la Città Rossa per la seducente CapitalCity
L'AVciDuca Sgrevio del Regno di Sicilia, Bardo per la Casata della pasta al forno
La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

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Lillo è il nichilista assoluto,
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-in gentile adozione da
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martedì, 27 marzo 2007
Secsi come una femmina di varano di Komodo...

No, scusate... però questa, signori, non è che potevo lasciarvela proprio scappare.
Comunque resto sempre poco ispirata, sia chiaro. Coerenza innanzitutto.
Che poi da quando abbia messo su quella striscia mi stia tornando la voglia di scrivere è un altro discorso. Scaramantico, ma è pur sempre un altro discorso.

Suvvia, restiamo in tema.

Parola al sig. Brezny:

"Flora, una femmina di varano di Komodo che vive in uno zoo inglese, qualche tempo fa è rimasta incinta e ha messo al mondo cinque piccoli senza aver mai avuto nessun contatto con un maschio. È il primo caso di immacolata concezione nella sua specie. Nella prossime settimane sarà il tuo animale simbolo, Sagittario. Che tu sia femmina o maschio, adesso anche tu hai il potere di effettuare uno splendido parto della mente senza essere intellettualmente né emotivamente fecondato da nessuno. Non vuol dire che dovrai evitare rapporti intimi che potrebbero fecondarti. Anzi, t’invito a cercarne in abbondanza. Vuol dire solo che non ne hai bisogno per essere una fonte di creatività."

Tre esami all'orizzonte, ovulazione da spaccare il minuto e nessun contatto con esseri dell'altro sesso da Venerdì (amichetti e coinqui esclusi). Come la mettiamo?

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quisquilie e vanità

lunedì, 26 marzo 2007
Falta de Inspiración

Questo blog soffre mancanza di ispirazione e sovraffollamento di pensieri inespressi.
Perciò lascia ad altri la parola a tempo indeterminato.



Non è incredibile tutto quello che può stare dentro una matita?

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quotidiano animale

sabato, 17 marzo 2007
Guide to recognizing an easy-to-live time

Ora ti verrebbe da pensare che l'Università sia la piccola isola felice di questi vent'anni.

Come ieri, quando s'è deciso di festeggiare il nostro fantastico Riportino, esimio professorone che ci accompagna sin dal nostro primo anno. Armate di borse della spesa, gli abbiamo depositato con nonchalance un paio di bottiglie, una torta e del salame al cioccolato sui banchi della prima fila e abbiamo atteso la reazione.

Dopo aver sfoderato uno dei suoi migliori sorrisi dice: posso parlare a bocca piena?

L'università è "piccola isola felice" quando, in attesa fuori dall'aula, te ne stai a chiacchierare con le colleghe e ti pieghi dal ridere ricordando vecchi episodi sul solito professore.
R. : tipo vi ricordate quando al II anno stava scrivendo alla lavagna "Brasil". Poi s'è girato e ha cominciato "pepèpepepepeèèèè"...
E noi a ridere, ridere, ridere.

E ancora, quando dopo l'ultima lezione del venerdì, insieme ad altre due coraggiose, si decide di rimanere fuori per andare a vedere un film degno di nota. Così, ci si accomoda sui gradini di Piazza Santo Stefano, smangiucchiando gli ultimi resti dei dolcetti e chiacchierando di inquietanti personaggi della notte bolognese, mentre il tempo passa e la piazza si riempie di voci nuove.

Guida per riconoscere i tuoi santi è uno di quei film che ti prende a schiaffi e ti appiccica al muro, un pugno sferrato alla bocca dello stomaco. Ti tocca dove altri non sono riusciti a scalfirti e costringe a comprimere mille emozioni in meno di due ore.
Malgrado un finale arrivato troppo in fretta, ci ha incollate alle poltroncine rosse sino all'ultimo. La curiosità è troppa e oggi la voglia di impossessarsi immediatamente del libro cresce a vista d'occhio. Specie quando regista e autore coincidono e ti raccontano una storia autobiografica.
Sprazzi di autoreferenzialità che tutto sommato non pesano troppo, specie quando ci si ritrova immersi nell'atmosfera bollente dei quartieri del Queens, dove ogni dramma sembra davvero troppo reale per essere vero.

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pellicolacea, laureanda con giudizio, quotidiano animale

martedì, 13 marzo 2007
Tiè!

Ogni tanto serve dire grazie.

Dal più anonimo passante, al vicino di posto sull'autobus, sino a giungere alle insostituibili compagne di corsi o alle amicizie più strette.
E allora stasera si vogliono ringraziare:
la Profe, per non aver chiuso il blog la scorsa settimana, continuando ad allietare le mie serate (con o senza influenza),
l'omino che stasera se ne stava sull'autobus seduto in un angolo e ridacchiava con gli auricolari nelle orecchie ascoltando, vista l'ora, il duo FiorelloBaldini.
l'amichetto Artistico che il sabato, mentre tu ti ritrovavi bidonata dalle maggioranze, ti inviò un dolcissimo sms che quasi ti scendeva il lacrimino.
la duchessa, per avermi appena ricordato di essere bellissima ed aver così lisciato il mio ego a lucido per le prossime, diciamo, 24 ore.
la MammaMarchesa per la "costanza" dei messaggi nel lungo decorso della infelice influenza.
le follie che vanno a buon fine
i coinquilini che ti coccolano e ti tirano su a forza di vitamine, sali minerali e erbette magiche (legali).
tutti gli Amici che si ricordano di te quando stai male e avresti proprio un sacco voglia di stressarli tutti con i tuoi racconti, che di fatto ti ascoltano, sorbiscono il tutto e magari ti fanno pure due carezzini sul capo.


Stasera s'è deciso che all'influenza gli fò il gesto dell'ombrello, chè la vita continua e io c'ho parecchio daffare. Se domani sono di nuovo zombie rantolante nel letto saranno richiesti urgenti soccorsi...

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quotidiano animale

mercoledì, 07 marzo 2007
Diretta da sotto le coperte

Il lettino soppalcato scricchiola ogni volta che ci salgo su, con tutta l'innata grazia che i nobili genitori m'han concesso.

L'influenza m'ha colta - e io che quasi festeggiavo l'inverno trascorso praticamente indenne da raffreddori, tossi, infreddature e bacilli di varie forme e nature...! - e stesa.
Un bel placcaggio e la Madame mi ha schiacciata a terra, proprio mentre io mi stavo lanciando nella mia solita marcia di milllle-cose-da-fare e giusto in vista dei prossimi esami. Sbonf!, manco il tempo di dire "maremma..." che già rotoli per terra.

Inutile il tentativo di ignorarla andando a lezione stamani.
Inutile la signora Tachipirina che m'ha assistita stanotte.
A poco sono valsi i piatti dell'infanzia (riso in bianco e stelline in brodo con l'uovo a straccetti,... da malata potrei uccidere per queste cose!), in cui l'allegra coppietta di Coinqui s'è felicemente associata.
Il lato positivo è che l'Ormonepallato sembra essersi completamente sedato. Maschi? Cosa sono? Grattacapi? Mai sentiti...? Iddu non risponde ai messaggi? Ronf! Tanto son talmente rincoglionita che dormo ugualmente 12 ore di fila.

Considerati tutti i precedenti l'Animale di Pezza consiglia:

ore imprecisate e massiccie di riposo,
due kili di letture sotto calde e morbide coperte,
litri e litri di spremutine della salute
e la III serie del Dottore più cinico dell'ultima generazione.



Ci si risente quando riuscirò a scrivere un post senza che mi coli il naso ogni tre secondi...

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la mia famiglia e altri animali, quotidiano animale

lunedì, 05 marzo 2007
Meeting the Master

Questo post venne partorito e salvaguardato a lungo negli archivi di Yoda-ilPiCCì.
Ora, è giunnnnnnnnto il momento... (cit.)

Sipario.

Marchesa nasce in un pomeriggio di sole, nella Bologna che meglio conosco e in ottima compagnia.
Entra in gioco da subito e si espande piano piano, silenziosa. Osserva, sorride, fà la gentile, sorride ancora. Poi quando meno te lo aspetti cade la parvenza nobile.
Ma è un attimo e subito si ricompone.

Marchesa è nata nel caldo della mia Bologna di maggio 2005, tra una vetrina e una granita in piazza Maggiore. E' nata già con lo stomaco pieno dopo un pranzo greco che valeva per tre e un esame di portoghese sudato solo perchè faceva veramente caldo.

Ed è arrivata al mondo così, sotto il cielo limpido e blu della città dai mille portici, con una gonnellina terra da far invidia e la sua bella sacca di smadonnamenti e ingenuità.

La Marchesa Filosofica nasce nel primo giorno in cui si è fatta davvero sentire la primavera di questo 2006: emerge in terra straniera, sotto le luci arancioni di un connubio mentale strano, mentre i passi risuonano in una strada vuota e la sua vocetta inizia a levarsi nell'aria. Eccola lì, un po' "Bambina Filosofica" anche lei.

Il suo primo pensiero: "Ma se metto prima le patate in forno, la bistecca in padella e poi vado ad ascoltarmi la radio, riesco a non bruciare tutto prima che arrivi l'intermezzo pubblicitario?!".


Tutto questo per dire che Domani avverrà il secondo incontro nella storia della Marchesa con La Maestra.
Alle 18, Feltrinelli di piazza Ravegnana.

Chi c'è, alzi il ditino e porti il suo Animale di Pezza.

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quotidiano animale




Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin