Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Viaggiatori senza orologio

Ari, la contessa rocker in trasferta brasileira
La Granduchessa di Toscana, Maestra di Couscous e anche lei ambasciatrice in Terra Brasilis
Edi, Signora dal capello sempre perfetto, ha abbandonato la Città Rossa per la seducente CapitalCity
L'AVciDuca Sgrevio del Regno di Sicilia, Bardo per la Casata della pasta al forno
La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

Incisioni sul tavolaccio

utente anonimo in Orologi nel cassetto...

Siamo sintonizzati su

RadioSopa

l'animale di pezza


Lillo è il nichilista assoluto,
lo snobismo fatto a peluche,
l'abisso del nulla in forma morbida e pelosa.
-in gentile adozione da
la Bambina Filosofica-

Il vicinato consiglia

passaparola

Io non mi faccio inciabattare.

Feeds

  • Powered by Splinder

Hanno deposto l'orologio

*loading* passanti

Benvenuti a Sin-Reloj

. Creative Commons License
SenzaOrologio è una repubblica dove ogni limite ha una pazienza sotto Licenza Creative Commons.

lunedì, 30 luglio 2007
Esco a fare due passi

In mezzo a tanto traffico e al caos di una di quelle città che non dormono mai, è sabato pomeriggio. Esco a fare due passi, meta: il bosque de Chapultepéc.

Un pesero mi trasporta attraverso il mercato del quartiere Santo Domingo, vicino casa. Il traffico è lento, i banchi affollati occupano la corsia contraria e il traffico viene deviato sulla nostra. Non c'è fretta, c'è ancora tempo.
Mi tuffo nel metro, la linea verde da Copilco mi porta sin quasi al centro, dove bisogna di nuovo cambiare. Più ci si avvicina più inizia a entrare gente e manca l'aria. Resto in piedi contro il fondo dello scompartimento a guardarmi intorno. E' incredibile come ad ogni fermata salga un venditore ambulante diverso, possono essere gomme da masticare, barrette di cioccolato, cd di conga, pomate antizanzare. Li sotto fa un caldo soffocante e la pressione se ne rimane sotto le scarpe mentre cerco di concentrarmi sui cambi, le fermate e i tre ragazzi che stanno esattamente di fronte a me. Penso, dovrebbero scrivere un libretto con pittoresche spiegazioni dei nomi delle singole fermate e dei simboli che le accompagnano. Copilco, la sezione di una conchiglia, Viveros di Coyoacán un albero stilizzato, Moctezuma il copricapo piumato dei capi aztechi, Chapultepéc, una cavalletta.
Il parco si estende immenso di fronte alla fermata del metro, pieno di famiglie e bambini, venditori e gente urlante. L'aria è tiepida, fa caldo e gli scoiattoli sembrano comparire e scomparire tra un albero e l'altro. Al contrario di altre zone della città, qui ci sono bidoni ad ogni passo, diligentemente suddivisi tra organico e inorganico. Allontanatisi dalle zone più affollate non resta che godersi la quiete delle mille stradine che percorrono in parco, soffermarsi di fronte alla statua del Quijote en las Nubes, spulciare la guida smangiucchiando una specie di sorbetto al limone di un improbabile verde acido, o rimanere a naso all'insù ad osservare gli indios Totonacos, mentre si lasciano scivolare giù da un altissimo palo riportando in vita qualcosa dal sapore antico eppure irrimediabilmente lontano.

Esco a fare due passi e non posso fare a meno di trascorrere l'intero pomeriggio fuori, varie ore nel parco e un paio per andare e tornare. Resta poco tempo, al ritorno, per prepararsi e riuscire con la coinqua francese e i suoi colleghi verso un qualche locale del centro, per tornare ad orari improbabili e ritrovarsi catatonici in questa domenica di luglio, in cui il quartiere ritrova la propria voce per festeggiare qualche santo con botti a tutte le ore del giorno e della notte.
Ossigenati corpo e cervello, domani un altro lunedì, s'insinua nella testa un pensiero sciocco... mentre spengo il pc e me ne vado a letto, tu sarai già fuori casa per andare al lavoro.

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (3) |
vida de barrio, quotidiano animale

mercoledì, 25 luglio 2007
El Monstruo

Solita musica, divano diverso.
Stesso pc, una nuova finestra da cui sbirciare uno scoiattolo che si arrampica.
I soliti jeans stinti e sdruciti, la pasta al tonno e Nutini che lallalalalalalalalaaa.

Dall'altra parte di quel muro, dietro il giardino, una delle città più grandi del mondo: El Monstruo, la chiamano. E sebbene dall'aereo non si riuscisse davvero a scoprirne la fine, a guardarla da dentro non pare poi così mostruosa.

Sarà normale essere innamorata del principio che sta alla base dei mezzi di trasporto di qui?
Un caos allegro e in continuo movimento, in cui è facile perdersi, ma senza troppa preoccupazione.
Ci sono i combi, i vecchi furgoncini wolkswagen che ti caricano a qualsiasi angolo di strada, con le nonnine messicane che attaccano bottone, mentre il chofer lancia una serie di pendejos e di pinche qua e là sfrecciando in un traffico che ha molto di napoletano.
E il metro su ruote, dove quando piove, e magari è ora di punta, ci si mette un'ora ad arrivare nei pressi di casa, perchè tutto rallenta. Rallenta, fermi dei minuti alle stazioni e loro, gli autoctoni che sonnecchiano senza la minima preoccupazione.
Cambierei l'efficienza di tutti i tram di Bologna per i peseros e la varietà di mondo che ci sale ogni singolo giorno, l'orientarsi tra mille direzioni e infinite linee mentre le giornate passano, e se in certi momenti pare di esser qui da mesi, altre volte sembra siano trascorse solo poche ore.

Sta finendo la prima settimana nel Monstruo, si ripristinano lentamente equilibri, il ritmo scorre su onde diverse, ci si inizia ad abituare all'idea che mentre tu arrivi a casa nel tardo pomeriggio, di là c'è chi è già nel mondo dei sogni.

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (6) |
vida de barrio, quotidiano animale

martedì, 17 luglio 2007
Vigilie

Manca poco all'essere Di Là.
Domani attende una lunga, lunghissima giornata di viaggio e poi, chissà.

Come s'è detto ieri più volte "A volte partire è assolutamente necessario".
Per rendersi conto di quanti e quali rapporti genuini si nascondano sotto le fesserie e le paturnie della nostra quotidianità.
C'è stato un momento ieri in cui si sono raccolti i frutti di quest'anno -che da quando è quando nella testa resta aperto tra l'estate precedente e quella successiva, un tempo scolastico, un tempo accademico-. L'abbiamo chiamato l'anno dei rapporti nati e consolidati, degli incontri e delle amicizie importanti. Le telefonate, le visite, l'affetto che si esterna tra un abbraccio, un augurio, un libro dedicato che fa più piacere di mille parole.
La palma fedeltà va a quel fratello che, ieri, dopo mille peripezie nel weekend, è venuto qui, dalla Città Dantesca, sopportando i ritardi dell'andata, quelli del ritorno e una motrice rotta a Prato a mezzanotte, per passare con me quei pocopiù che 60 minuti. Sulla panchina squallida di fronte alla stazione, tra un barbone e un ragazzetto che chiede soldi inventandosi una storia assurda, ha lasciato due abbracci stretti e un talismano greco per un po' di fortuna.
Siamo scaramantici, signorimiei. E in famiglia è noto.

Resta ancora qualche ora da riempire, un forse-pranzo, un forse-dopo pranzo. E poi a cena fuori, con i pochi intimi con cui è indispensabile trascorrere quest'ultima serata bolognese.
Ci si risente presto, questa volta dall'altra sponda dell'Atlantico.


spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (2) |
on the road, quotidiano animale

giovedì, 12 luglio 2007
Back and forth

Disclaimer: si avvisa la gentile clientela che la cerebralità di questo blog andrà peggiorando nei prossimi giorni. La direzione si prende piena responsabilità di eventuali concettismi inspiegabili e annesse riflessioni paturnia-centriche. In caso di irritazione, vi preghiamo di ripassare più avanti, grazie.

E meno sei...

Approdare a Bologna, e ti investe un caldo... che non è poi così torrido come pensavi.
Nel giro di due ore essere di nuovo fuori a saltellare qui e là, da un portico all'altro, da una casa di amici all'altra, sino alle 7 di sera. Arrivare e recuperare il figlioccio multimediale che permette il contatto col mondo, di solito indispensabile, ma che, in questa settimana di ritiro nell'eremo toscano e disintossicazione da adsl, non ha poi fatto sentire troppo la propria mancanza.

Bologna e il suo chiasso, i contatti con quel mondo che per una settimana era rimasto fuori, tutte quelle persone, ti investono. Mentre si muovono al battere di un ritmico tamtam, ti sembra di procedere in direzione contraria, in un tempo solo tuo, dove a percorrere 200 metri, sotto il sole bollente delle 6 della sera ci metti un'eternità e un quarto, ma ci vogliono 7 minuti di orologio per provvedere a una spesa contenuta.

Adesso, qui, c'è solo una stanza semivuota, una valigia per terra che ricorda altre valigie e altre stanze che stavano per essere lasciate. I muri spogli fanno da testimoni ai lunghi silenzi in cui è facile perdersi, di questi tempi.
E tuttavia c'è del lavoro da sbrigare, ricerche, traduzioni, una serata improvvisata nel momento stesso in cui hai messo giù il piede dal treno. In questo allegro vortice instancabile, i pensieri restano relegati a una dimensione loro, cui la città e tutto il mondo che vi gira attorno non appartengono.
Stanno semplicemente fuori, in attesa.

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (4) |
on the road, quotidiano animale

domenica, 01 luglio 2007
Cronaca sportiva...

La Marchesa avanza rapidamente verso la linea di fine pagina, dribla un trio di correzioni automatiche, manda a vuoto un paio di tentativi di placcaggio delle referenze bibliografiche... sfiora la fine di pagina sei e segna l'ultimo punto!!!!!!!

Metaaaaaaaaaaa Metaaaaaaaaaaaa!!!!

(heeeeeeeee, marchesa in delirio... heeeeeeeee!!!!!! Heeeeeeeeeeeee!!!!)

***Ecco cosa succede ad aver finito la VI di 6 tesine nel giro di un mese e mezzo***

Il collasso su divano è ora ga-ran-ti-to.


spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (1) |
sklero gratuito, laureanda con giudizio




Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin