Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

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Viaggiatori senza orologio

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La Granduchessa di Toscana, Maestra di Couscous e anche lei ambasciatrice in Terra Brasilis
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La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

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martedì, 27 novembre 2007
Saggezza popolare

Due settimane, quattro saggi, un esame.
Il piano è. Uscirne in forma e senza i nervi a pezzi solo per lasciarsi il Distrito Federal alle spalle e, con lui, tutti questi primi 4 mesi, di un'intensità che ha molto del cucchiaio affondato in questa specie di cioccolata calda messicana, che si chiama Atole - e si può fare anche con latte e riso -.
Sa di cioccolato e farina, è dolce eppure non lo è; ha qualcosa di una carezza delicata sulla gola.

Conto i giorni.
Mi spavento contanto i giorni.
Mi calmo di nuovo contando i giorni. Seguo i consigli zen del Maestro preferito e conto dell'altro.
Un respiro, due respiri, tre respiri...

Ci siamo rivisti ieri e sembra tutto normale.
I mantra del "lo que pasa en México se queda en México" valgono anche nei letti delle case altrui e mi sento sollevata. Ci sentiamo per telefono, quasi stai dormendo. Ci rivediamo oggi.

Scelgo di non volerci credere, perchè potrei.
Di non volermici abituare, alle minuscole attenzioni.
Scelgo di non pensare (eppure se sono qui a scrivere è perchè lo faccio. O semplicemente perchè sono affetta da grafomania da stress e finisco per scrivere di qualsiasi cosa).

In Francia dicono: avere il culo su due sedie. Meglio che il piede in due scarpe, tutto sommato si sta più comodi, non ti pare?

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sklero gratuito, laureanda con giudizio, io e ormone pallato, vida de barrio

domenica, 25 novembre 2007
Calvin-ismi

Yestarday night, couldn't sleep...

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carta bianca, quotidiano animale

venerdì, 23 novembre 2007
Un Dì Senza Punto e A Capo

Tre ore. Dormire tre ore e sentirsi in testa un martello pneumatico. Forse era la serotonina che ieri non ti permetteva di sentirlo più di tanto, mentre ancora alle 4 te ne stavi arrotolata nel piumone con di fronte due occhi enormi e le parole continuavano a scorrere naturali
/Spesso ti chiedi come certe cose ti riescano in scioltezza solo in terra straniera:
Accovacciarsi a cucchiaio
un braccio sulla spalla
farsi cingere la vita
lasciarsi sfiorare
sentire Quella tensione crescere
(Parte dalla base della colonna spinale Raggiunge tutto lo stomaco)
/

Hai delle occhiaie che cominciano da te e arrivano sino in università, qualche pensiero nel vuoto
Voglia di uscire con le coinque a shoppo compulsivo

flash/ era da ieri che osservavo e pensavo quanto cazzo ti sta bene quel preciso tono di blu della maglietta e i jeans che ti cadono sul culino sodo Continuavo a pensarlo anche stamani mentre con gli occhi ancora stropicciati e l'aria sonnolenta ti rinfilavi la maglietta
- la luce della finestra mi faceva socchiudere gli occhi quel tanto da poter ancora intravedere//
flash/ -ma tu e l'Apatica da quanto state insieme? -Da un anno... -Ah. -E' che non sono innamorato e non sono sicuro di quello che voglio fare -Credo che sotto sotto sappiamo quello che vogliamo, forse dovremmo solo ammetterlo//

Confessione: sei qualcosa di solido e confortante, spontaneità nei gesti e nelle parole
Paranoia: martedì abbiamo lezione tu, l'Apatica e io... No, non posso saltare perchè è l'ultima
Confessione: se al mondo tutti baciassero così ci sarebbero meno professoresse frustrate la mattina presto agli esami
Paranoia:
mi dicono "guarda che le messicane sono gelosissime, peggio delle italiane"... aiuto!
Confessione: c'hai la schiena tanto spessa che mi c'appenderei a koala tutta la notte
Paranoia:
per martedì voglio un'armatura, che non si sa mai

Confessione:
oggi ho difficoltà a mettere i punti in fondo alle frasi
e credo attenderò ancora un po', prima di ricominciare

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quisquilie e vanità, io e ormone pallato, vida de barrio, quotidiano animale

mercoledì, 21 novembre 2007
Risvegli

Stamani ti sei svegliata ritrovandoti il cellulare a fianco e, con lui, il pacchetto di foto di amici vicini e lontani che ieri sera stava sul tuo comodino.
Non sai come ci siano arrivate, sul letto, giusto a fianco della tua spalla e senza che tu ti ci sia addormentata sopra; non ricordi nemmeno se ieri, prima di appoggiare la tua ultima lettura a fianco al comodino, tu le abbia prese in mano per rivederle.
Eppure erano lì. E ti è venuto da sorridere.

Stamani, dopo 24 ore abbiamo di nuovo acqua in casa e siamo in vena di essere felici per poter tornare a lavarci i denti e farci una doccia come si deve, dopo una giornata di puro panico pensando che ci avessero tagliato l'acqua. E invece era la pompa condominiale saltata per aria.

Nonchè. Stanotte noche de las mujeres a casa della Paraguaya:
una decina di allegre italo-messicane + una francese, pronte alla ciarla compulsiva con birre e stuzzichini.
Infine...domani termina un corso pallosissimo di Letteratura Brasiliana sull'800, ottima scusa per invitare tutti a festeggiare all'avamposto casalingo, a suon di pasta broccoli e acciughe.


E ci si sente bene, ci si sente leggeri, senza preoccupazioni malgrado gli esami, senza stress malgrado si accavallino le cose da fare, senza pensieri grigi né pesantezze.

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vida de barrio

sabato, 17 novembre 2007
Ordem e progresso...?

On Air: Il Testamento di Tito - De André

Leggi delle avventure danesi e ti ha ricordato i tempi in cui stavi a Bristolandia.
Ordine, strade pulite, burocrazia funzionante, traffico sì, ma tutto sommato neanche troppo. Inglesi sempre gentili, sempre freddamente gentili, tanto che per trovare un po' di calore, finivi per cercarlo tra altri stranieri, straniti quanto te. Camminavi 1 ora e mezza al giorno tra andare tornare dalla facoltà, che stava tutta in una strada di casette a schiera, surrealmente identiche. Lavoravi insieme a stranieri e ti trovavi bene, avevi 6 ore di lezione a settimana e restava tempo per tutto quello che desideravi.

Qui è tutto talmente opposto che si può immaginare ma ci vuole tempo per capire davvero.
Capire che "no, non possiamo andare in macchina sino a Polanco perchè alle 5 di pomeriggio, col traffico, ci metteremmo 3 ore" - e tu non stenti a crederlo, visto che in metro da casa ci metteresti un'ora scarsa -.
Che il traffico continua dalla mattina e riprende la sera sino a tardi. Per questo non puoi andare a piedi in facoltà, neanche di giorno, se non vuoi trovarti i polmoni incrostati nel giro di una settimana. Certo, ti farebbe tanto bene, chè la cucina qui non è proprio 'sta cosa leggera, ma sarebbe altrettanto bello tornare a casa senza aver subito un trapianto a vent'anni.
E malgrado il vivere così vicina alla facoltà, la città stanca, sfibra, riscucchia qualsiasi energia nel suo costante movimento.

Capire che il concetto di "quartiere" qui significa che un'intera strada può riempirsi di persone vicine che si riuniscono per ricordare un familiare scomparso da tempo e tutti, Tutti, sono ugualmente benvenuti. Ma anche che, dopo poco che hai messo il piede in casa e ti stai mettendo a letto, totalmente ignaro, i tuoi amici lì fuori vengano pestati a sangue da nonsisachi. E ne escano con punti in testa e una mano rotta.

Capire che le reti umanitarie qui esistono e se succedono tragedie, gli aiuti si mandano davvero e la gente si sbatte, non solo perchè è giusto ma anche perchè, forse egoisticamente, "domani potrebbe capitare a te". E, certo, sarebbe bello che la gente fosse unita non solo nelle tragedie, ma anche nel quotidiano.

Non desiderare la roba degli altri e non desiderarne la sposa,
ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa.

Capire che, proprio per tutto ciò, esistono gli amici, la banda, compagni di facoltà e conocidos. Tre gradi di conoscenza da scalare, ma una volta conquistati a suon di cene, uscite e confidenze alle 2 di notte, allora sì, puoi contarci sul serio. Anche quando sei triste, sola a casa, con un saggio da finire e poca, pochissima ispirazione.

Capire che qui Burocrazia non è garanzia di nulla. E la coinqua ecologica dovrà tornare alla migrazione per la quinta volta per avere delle carte che le mancano. Perchè "avevano finito quel tipo di carta e non ce l'avranno sino alle prossime settimane".
Che per cambiare la condizione da studente a lavoratore c'è chi aspetta 3 anni e, nel frattempo, non può essere pagato sul lavoro.
Che della Polizia non si fida nessuno e quando ti fermano per strada con un pretesto, meglio sperare di aver dietro i documenti... o magari anche no, per evitare che te li sequestrino.
E frattanto meglio ancora iniziare a calcolare quanti soldi dovrai radunare per evitare problemi, perchè così funziona.
Che c'è chi brucia le porte della Rettoria della tua Università nell'illusione di cambiare qualcosa, per protesta contro l'elezione del nuovo rettore PRIsta. Giusto o stupido che sia, a Bologna è tanto se ne conosciamo il nome e l'abbiamo mai visto in faccia, il Rettore. E ci significa qualcosa se vota AN o PD?

Capire che Messico sarà nuvole, spiagge e birre sotto il sole, ma anche gente disfatta, volti stanchi sul pesero che tornano a casa alle 10 di sera, scetticismo e orgoglio.
Eppure, la faccia triste dell'America ha qualcosa di incredibilmente familiare.
 

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bristoliana, vida de barrio, quotidiano animale

PeNSieri RoTTi

Se è vero che l'essere umano è un'isola, allora lasciatelo dire:
Caro Diario,
sono felice soltanto in mare, nella rotta tra un isola che ho appena lasciato ed una in cui devo arrivare. Parola di Nanni Moretti.


[Un ricordo nitido che presto non sarà più tale, il sole che cala, la strada che scorre, semafori, una giusta causa, canticchiare a mezza voce sul maggiolino bianco, come assorti in un pezzo di favola che potrebbe sparire...
Adesso.]

Déjame atravesar el viento sin documentos,
que lo haré por el tiempo que tuvimos...
Porque no tengo más intenciones que seguir
bebiendo de esta copa que no está tan rota.
Quiero ser el único que te muerda en la boca
Andrés Calamaro - Sin documentos

Un mare di nomi, un circolo perfetto, tre libre di carne sul piatto - pensieri rotti e sconnessi -

This self-destructive dance that never would have ended til I rose
un ciego di fronte a cui ballare con la propria ombra:
                            lui guarda l'amico e poi l'altro e io l'altro
                            e poi lui, poi l'amico
                            e poi lui.
Si sfiorano appena, non si toccano mai.

Pray for one who left you broken down and paralyzed...
So many ways for me to show you how your dogma has abandoned you.

Parole nel vuoto, anche in silenzio sarebbe sempre identico.
Musica a tutto volume per non ascoltare il frastuono sottile del nondetto
che ho nascosto tra una ciocca di capelli.

                                    Un cieco silenzioso e una ballerina sorda
                                    che si urlano addosso                           - pull me in your perfect circle -
                                    con la voce delle loro ombre.


[frammenti da Rose, Judith e Orestes - A perfect circle]

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mercoledì, 14 novembre 2007
Training autogeno

Nonpensarenonpensarenonpensarenonpensarenonpensarenonpensarenonpensarenonpensare
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Nonpensarenonpensarenonpensarenonpensarenonpensarenonpensare...!!!!!!!!!!!

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sabato, 10 novembre 2007
Clases del Monstruo

Aprendiendo a vivir con la Gran Ciudad y sus Chilangos.

Sorprendersi di quando è buono e caldo l'odore del caffè italiano, il rito dello stappare il barattolo di latta, sciacquare la caffettiera e tirare fuori il cucchiaino dal cassetto, pensando - i chilangos qua non saprebbero nemmeno da dove iniziare -. Ascoltare il borbottio crescente mentre stai sbattendo i panni nella lavatrice e ascoltare questo silenzio interrotto del sabato mattina.

Scegliere dei fiori da portare a un ritrovo di famiglia e, per l'amore dei dettagli, arrivare 40 minuti in ritardo, in mezzo a questa città dove le distanze possono non sembrare, ma sono: enormi, complicate, piene di traffico, di autobus che non si fermano e altri che sfrecciano a velocità folle, mentre tu ti barcameni cercando di non cadere a ogni singola curva.

Calcolare queste stesse distanze che sanno unire con affetto e separare con crudeltà; perchè sai che un pomeriggio fuori non vuol dire ritornare un paio d'ore dopo, ma restare a oltranza, anche sino a notte fonda.

Imparare che i rapporti uomo-donna qui non partono quasi mai dall'interesse amichevole e non stupirsene troppo. Ormai.
Il coqueteo è un'arte o, come dice Kundera, "la promessa di un orgasmo senza garanzie"; eppure a volte, malgrado l'ego di femmina ringrazi, ci sarebbe molto più bisogno dell'abbraccio sincero di un amico, che non di uno stuolo di maschi che si comportano ambiguamente.

Innamorarsi di canzoni da "cortarse las venas" e passare una serata a chiacchiera, escuchando y compartiendo.

Imparare a sorridere anche quando sai che sta per apparire, ancora una volta, Qualcuno che non avevi intenzione di vedere. E saperci passare un pomeriggio, una notte intera, in compagnia del suo gruppo di amici, del tuo gruppo di amici. Farsi dare qualche lezione di salsa e piano piano riuscire a seguire i passi, a girare, a muoversi senza apparire un PalettoImbarazzato. Inseguirsi in due,
sentire il ritmo: "sciogliti, rilassati", me lo dici piano e continuiamo a fissarci. Un po' mi confonde, mi intimidisce, ma non te li stacco, gli occhi dagli occhi. Ultimamente non è capitato spesso che si incrociassero con questa intensità-.
Imparare a fidarsi.
Imparare ad affidarsi, almeno finchè la musica non si ferma.

Trascorrere una notte stesi uno a fianco all'altro e ogni tanto svegliarsi e rigirarsi sul pavimento duro, le coperte che non bastano; poi riaddormentarsi, sul ritmo della respirazione altrui.
Imparare a fidarsi e sentire il peso dell'assenza diminuire di volta in volta.

Il chiodo scaccia chiodo è la tecnica più abusata delle relazioni e così si allarga alla leggera la rubrica dei contatti.

Sapere che così può andare.
Che tutto passa e pasa para bien.

Soundtrack: Perfect Circle - Imagine

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mercoledì, 07 novembre 2007
Mezz'ora

C'è da rinunciare giusto a quei cinque minuti in più sotto la doccia, al tempo dedicato a pensare a vuoto o a guardare un programma insulso. E perdere mezz'ora (è tanto, mezz'ora, su 24 ore, 48 mezz'ore.. sì è tanto) o guadagnarla, a seconda dei punti di vista.

Quello che succede da QUESTA parte dell'Oceano. E sui giornali nemmeno una traccia:

http://www.verosudamerica.com/2007/11/urgente-aiutiamo-tabasco.html

http://luiro.blogspot.com/2007/11/villahermosa-non-new-orleans.html

E visto che a volte le parole non bastano, perchè stiamo diventando sordi a tutto: http://www.flickr.com/photos/8zil/


Quello che succede dall'ALTRA parte dell'Oceano. Quella lì, la vostra.
E lascia un amaro in bocca che fa domandare se, vivendoci dentro, si possa davvero continuare a chiudere gli occhi di fronte a tutto ciò.

http://ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Novembre-2007/art2.html

http://ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Novembre-2007/art6.html

"[...] Mi si obietta: ma se le forze di sinistra voteranno contro potrà cadere il governo Prodi e si aprirebbe la via al ritorno di Berlusconi. Questo rischio c'è, ma forse è preferibile un ritorno di Berlusconi a una berlusconizzazione di noi stessi. "
Valentino Parlato.

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la terra dei cachi, politicamente, vida de barrio

martedì, 06 novembre 2007
Cominciare da A

Agnizioni:
Sentirsi bene, sentirsi male.
Per lo meno sentirsi. Per lo meno.

Anarchismi:
Remember remember the fifth of november, the gunpowder treason and plot. I know of no reason why the gunpowder treason should ever be forgot.

"And the truth is, there is something terribly wrong with this country, isn’t there? Cruelty and injustice, intolerance and oppression. And where once you had the freedom to object – to think and speak how you saw fit – you now have sensors and systems of surveillance coercing your conformity and suggesting your submission. How did this happen? Who’s to blame? Well, certainly there are those who are more responsible than others, and they will be held accountable. But, again, truth be told, if you’re looking for the guilty, you need only look into a mirror."
A. Moore - V for Vendetta

Aggiornamento estemporaneo:
Allora
... spiegami perchè continui e continui e continui???
Déjame-en-paz!

... se qualcuno ci crede, può lasciare tracce qui sotto.

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Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin