Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

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mercoledì, 16 gennaio 2008
Me tirò dos besos... uno por mejilla

Considerazioni sul 2007 con tempistica latina: due settimane dopo il primo dell'anno

Si chiude il 2007 e invece di scorrerlo mese per mese potrei spaccarlo nettamente in 2,
prima del 18 luglio e dopo il 18 luglio.

Prima.
Bologna guarda questo 2007 che ci ha portati tutti via.
-Si sono esaurite le cene bloggers, perchè i bloggers stanno tutti a zonzo. C'è chi s'è preso per tempo e ha iniziato nel 2006 e chi invece è arrivato giusto per l'anno dispari.-
Bologna e sei mesi di piccoli equilibri che aspettano solo di essere sconvolti. Eppure è un'attesa gradevole:
le case rosse illuminate dal sole, i portici lunghi di Sant'Isaia mentre camminavo verso casa
- casa: la sala verde e arancio, la coinqua un po' isterica e un po' affettuosa, nonchè il DeNiro, che mi ha regalato passioni: la U2 obsession, Fight Club e tutte le serie di "Un medico tra gli orsi". Provare per credere. -
Il 2007 bolognese lo fanno le persone: quelle che stanno ancora lì, forse per poco; quelle che sono già partite e quelle che sono venute a trovarmi malgrado fosse passato tanto tanto tempo.
Bologna e la Bambi Haus: cosa non ha ascoltato il materasso sfondato, cosa non hanno origliato le 4 mura di quell'appartamento lungo lungo, illuminato di sole e riempito dal caldo soffocante dell'estate. E c'era Johnny, che si occupava delle colonne sonore delle nostre chiacchierate, che ci faceva proseguire discorsi nel virtuale, mezz'ora dopo una lunga sessione di ciarla dal vivo.
Cuori spezzati nessuno, ma tante feste a casa, cene, sorrisi, buona musica e film spalmati sul divano.

Dopo:
Sei mesi dall'aver calcato suolo messicano e mi ritrovo: molto meno marchesa e molto più chilanga.

Una spirale continua tra università, la casetta gialla della Legión extrangera, pranzi e festicciole del giovedì pomeriggio, amicizie che si consolidano nel virtuale per rompere distanze dettate dal Monstruo; una concentrazione di limoni che c'è chi mi dice: "non ti sto più dietro, ci rinuncio, ho perso il conto". -E c'è anche chi aggiunge: la metà di loro meritano il titolo di "pinche" (idiota). E c'ha parecchio ragione.-
La chilanga banda e Radiosopa: pomeriggi passati in ascolto scrivendo stronzate su msn, borracheras allegre e tanta tanta musica.
Le "noches de mujeres" che lasciano tavoli pieni di birre vuote e sacchetti di patatine accartocciati, posaceneri pieni e una sensazione di benessere prolungata. Nascono filosofie che si spandono a macchia d'olio: lo que pasa en México se queda en México.
La CEI, Comunità di Emigranti Italiane: coinqua Antropologa con cui ascoltiamo i podcast di Cacucci, le lunghe lunghe chiacchiere sino a notte inoltrata e una fede politica condivisa e rinnovata.
La Paraguaya e i nostri pranzetti leggeri alla buona, che anche col frigo vuoto, basta niente per imbastirli; chiacchiere di uomini, di manicaretti e di viaggi, seguendo sempre gli stessi fili: se nel presente ce qualcosa in corso, noi si sta già pensando al successivo.
La Reggina e la risata di cuore, sciolta di fronte a una bottiglia di vino, con 99 Posse, Vasco e Sud Sound System in sottofondo.
Le amicizie che, ancora una volta, si consolidano via blog e si rafforzano nel reale, qui.
I viaggi: silenzi di fronte a quanto di bello ci può essere in questo Pinche País; nuove conoscenze e presupposti per altri viaggi che si consolidano. E ancora, un bacio sul pianerottolo di un ostello che sembra un ospedale, foto rubate, le mille piramidi su cui ci siamo arrampicati sbuffando, il mare del Caribe: meraviglioso con il freddo e con il sole; pezzi di Italia che si incastrano per costruire il puzzle di questi mesi.

18 luglio: la svolta, fine e inizio di tutto.
Ieri ho comprato il biglietto del Ritorno con maiuscola.
Lascio il Messico il 17 e calcherò suolo bolognese esattamente il 18. L'ultimo giorno disponibile con il mio biglietto valido un anno.
E' il 2008 e ho una data di scadenza ufficiale: ahora ya puedo despedirme e rituffarmi nei prossimi 6 mesi.

Así que se fue, [...]
Desde el taxi, y, haciendo un exceso,
me tiró dos besos… uno por mejilla

Joaquin Sabina - 19 dias y 500 noches

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domenica, 13 gennaio 2008
Cruda* da vacanze

Sto cercando di svegliarmi, ci provo lentamente.
E non si tratta solo di uscire dal torpore di una notte... bensì un mese di viaggi che mi ha lasciata vagamente rincoglionita, poco vogliosa di uscire, chiusa a casa con le coinque e un film, senza nemmeno tutta questa voglia di ballare, come capitava ultimamente.

Un mese di viaggio equivale ai postumi di una sbronza di tequila
...magari di quella tremenda, che ti svendono a tre euri al supermercato: tornata da una settimana, mi sto ancora ripigliando.

Ho accompagnato la Gran Duchessa all'aeroporto, finito e consegnato gli ultimi due saggi nel giro di un giorno e una notte.
Dopodiché ho tirato un respiro e sono rimasta in contemplazione del mio dicembre-inizi gennaio perfetto.
Incrociare le esperienze di 6 mesi con il placido trantran bolognese e scoprire, con una piccola sensazione di sorpresa, che si incastra tutto alla perfezione.
Amicizie di qua, conoscenze di là, stringere rapporti, raccontarsi, ascoltare, mischiare italiano e chilango in scioltezza, capendosi anche troppo bene. Niente pare poi così diverso, tra qui e laggiù.

Nuove consapevolezze: "du' spaghi sono come un limone: non si negano a nessuno";
diffidare di chi ci prova dicendo: "yo bonito, tu bonita, entonces...?!"
diffidare di chi ti intorta dopo due bottiglie di tequila promettendo "luna, mare, sole, stelle, sei speciale, come te non ce n'è, ah, l'Ammmore, ...quando posso venire a trovarti al DF?"

Da allora non m'è uscita una parola scritta.

Sarà il timore di rompere l'incanto, saranno
foto di paesaggi bellissimi e persone con cui ti sei sentita bene, anche mentre disfavi e rimontavi lo zaino la 10° volta nel giro di 5 giorni;
quella decina di ostelli che ci hanno accolto, le borracheras in camera giocando a carte coi Paraguayos, mentre eravamo al Caribe e faceva un puto frio;
le chiacchiere serali sotto mille coperte al gelo, in un paesino dove tutti parlavano indigena -e noi ci s'è sentite un tantino stranite-, mentre l'altra parte della truppa stava a panza all'aria sulla spiaggia, un 300 km più a ovest.
Le docce fredde, sempre più fredde, l'incanto di avere il mare-mare-mare-Rovine-mare-mare-mare, due occhi enormi e tondi, il contrasto bianco del sorriso sulla pelle scura e un cappellino rosso.

Portare a stampare le foto, un Giga di immagini in più sul pc e mille particolari da registrare perchè non si scoloriscano.

Ho giusto una settimana per riprendermi, poi si ricomincia, con lei, almeno un altro paio di settimane a zonzo. Vado a fare l'ennesima lavatrice, che è meglio.


*cruda, ossia, i postumi.

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martedì, 01 gennaio 2008
Felicidades

Navidad

Quest'anno Natale ha iniziato a trasformarsi in "natale" solo all'ultimo secondo. Un'allegra truppa italiana dispersa per i laghi del Michoacan, un dicembre che, scusate tanto, ma per me non è dicembre senza un "chingo de frio". La vigilia, un giro all'isola di Janitzio, nel lago di Patzcuaro, un giro di regali improvvisato: compriamo tutte una cazzata e poi ce le scambiamo a caso a cena.
La cena della vigilia a tre portate, chiacchiere allegre e caciarone, grandi risate, una messa che mi ha ricordato il perchè non ci andavo da quasi 10 anni e il Natale, arietta fresca, a spasso per pueblitos e rovine, bissando la cena della sera prima.

Michoacán

Mercati, tanti mercati, villaggi e cittadine, laghi, cascate, natura, una salita al vulcano Parikutín che è sembrata una specie di impresa impossibile, 4 ore di cavalcata che c'hanno distrutto per i tre giorni successivi, una chiesa nel bel mezzo di una colata lavica, ancora natura, il "novio" michoacano e l'ostello che ci ha trovato all'ultimo secondo perchè era tutto pienissimo, le tequila e il cantante che dimenava il culo peggio di Shakira.

Fin de Año

Ho solo un buon proposito per l'anno nuovo: imparare a ballare salsa.
Se ci penso non mi viene in mente null'altro nell'immediato. Forse è bene, giusto per non ricadere nelle solite mille promesse mai portate a termine.
Intanto mi godo quello che c'è. - A parte lo stress per una partenza alle 7 di mattina con in mezzo una festa di fine anno in casa, dovendo buttare fuori tutti alle 6 e mezza e pulire...- Il Qui e Adesso è già molto di quello che si potrebbe desiderare.

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Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin