Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

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Viaggiatori senza orologio

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L'AVciDuca Sgrevio del Regno di Sicilia, Bardo per la Casata della pasta al forno
La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

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lunedì, 19 maggio 2008
Things I've seen

e che consiglio assolutamente. Storie delicate, ironiche, mordaci, fantasiose, che rompono la rutina tra un libro e l'altro.

Persepolis

 Juno

C
artoline da Leningrado (Postales de Leningrado)

                lo Scafandro e la Farfalla.


Sto leggendo, con sommo gaudio:
La Virgen de los Sicarios, di Fernando Vallejo


...Tutto sommato, la clausura da fine semestre, con annessa presentazione del progetto di tesi al seminario di Maestria, ha i suoi lati positivi.


[E in mezzo a tutto il bisogno di circondarsi di film e libri che siano miei, ti vedo e mi chiedo un po' cosa tu ci faccia in mezzo a tutto questo. Che a guardarci da fuori pare che non s'abbia proprio nulla in comune. Tu che scherzi sul fatto che studio a Filosofia y Hierbas, mentre io ti vedo fare lo slalom tra lavoro in banca, un corso di sviluppo sostenibile e un altro di economia politica.
Binari di pensiero paralleli e inversamente orientati; io filmdipendente, tu che citi a memoria "l'era glaciale". Io compulsiva consultatrice di biblioteche e libri di ogni genere, che per me spostarsi senza un libro è bestemmia, tu che sbirci curioso la quantità di libri che dovrò rimandare a casa e te la ridi.
E' vero che ridiamo tanto, assieme, che in fondo seduti ad un tavolino a parlare ci possiamo stare le ore, senza i gelidi momenti d'imbarazzante silenzio. Che sotto sotto quanto esci dalla porta della casetta gialla sento un piccolo vuoto aprirsi. Ma ci convivo bene, perchè dopo un po' stare assieme mi asfissia.
Forse è questa sensazione, questo senso di piccolo fastidio: non mi tolgo dalla testa che resti una parentesi, una delle innumerevoli, seppure tra le più durature, una piacevole parentesi di due mesi, che si chiuderà silenziosamente, quando metterò il primo piede in aeroporto.]

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mercoledì, 14 maggio 2008
Buon giorno

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carta bianca, vida de barrio

martedì, 13 maggio 2008
Requiem per un'ipocrisia

[ Prologo]

Per tutti quei "sì" piovuti dal cielo come fossero pura cortesia al proponente,
e la cui vita è tanto breve che la si dovrebbe considerare "specie protetta".

Mandati al mondo da una madre ingrata e crudele, finiscono per essere
rimangiati dalla medesima in un lasso che va dai 10 minuti alla giornata.


[Vita brevis]

"Dai, perché non vieni qua a mangiare, che ci sono un paio di amici così non resti da solo".
"Ok, mmmmm... si,.... dai, allora arrivo tra 20 minuti. Sulle 10 e mezza, non è un problema?"
"No, nono, vieni, vieni pure".

Passano venti minuti la sottoscritta mangia con gli amichetti, si inquieta perchè non è rimasto nulla e mette su un plus di sughello alla buona e della pasta. Alle 10 e mezza di sera tutto è quasi pronto.

15 minuti dopo: sms "Corazon, mi spiace ma c'ho tantotanto daffare e non posso venire."
Oh toh! Davvero?! -disse la rana dalla bocca larga.

L'acida comare risponderebbe - e te, mi vida, 15 minuti fa non lo sapevi che c'avevi tantotanto daffare? EH? -
Tempo altri cinque minuti, si calma l'acidità. L'ipocrisia è già vissuta e morta, inutile infierire; povera lei, data alla luce quotidianamente e quotidianamente uccisa, un po' di rispetto a questa povera martire della società moderna, per favore.

Celebriamo qui il suo ennesimo funerale: era giovane, bella, promettente, seppur stroncata sul nascere, nella sua vita già matura, da quell'istinto cannibale dell'essere umano che non sa quello che vuole.
La ricordiamo così, regalata al vento dalla voce e pugnalata alle spalle dalle armi della tecnologia.
Riposi in Pace.


[Epilogo:]
Sentenzia il saggio dopo la funzione: "Io dico che se lo scordi, chè questa settimana mi sa che non la vede neanche col binocolo!"

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quisquilie e vanità, vida de barrio, quotidiano animale

giovedì, 08 maggio 2008
Ministèria

Ciò che è successo ieri m'ha lasciata sulla sedia, nel soggiorno giallo, di fronte ad una lista di nomi che mi veniva da piangere al solo scorrere senza leggere.
I Ministeri.
Calderoli alla Semplificazione (un semplicione, alla semplificazione, c'è del giusto)
Bossi alle riforme (così, una volta per tutte, se avrai i bisnonni turchi o africani ti toglieranno cittadinanza, lavoro e ti rispediranno da dove meriti di essere venuto! Tié! Che ci togli il lavoro agli italiani veri, quelli da 10 generazioni!)
Ignazio la Russa... che neanche a leggere mi viene da chiedermi, ma perdio, esiste ancora? perchè non torna a farsi pigliare per il culo ai programmi di satira, chè gli andava sicuramente meglio?
Tremonti è tornato a scaldare la poltrona.
Lasciamo perdere tutti gli altri, una quantità di nomi già visti che si sono giocati a shangai il posto, tra cui le famose 4 quotine rosa che dovrebbero incarnare la rappresentanza femminile.
Piuttosto cambierei sesso, che quelle son tutto men che femmine.

Cara Italietta, adoro passeggiare per le tue stradine, vederti dal basso e dall'alto, camminarti sulle spiagge, continuare a studiare nelle tue università, ma vederti col cappio al collo mentre ti stanno lentamente togliendo la sedia da sotto i piedi, non dà solo pena, no, fa proprio una tristezza da star male.

Il fidanzato della Coinqua Antropologa commenta: tutti gli italiani che sono qui erano davvero sconvolti. Non mi stupisce, ci sarà un motivo se la gente è emigrata, eppure allo sfascio ci son limiti e tutti abbiamo ancora il diritto di stupirci. -Meglio approfittare, prima che ci tolgano anche quello.-
Il fratello racconta: si è portato in viaggio un gruppo di una decina di persone. A cena, in mezzo a greci, scoperta la comune appartenenza politica, si son rilassati e han finito a cantar tutti Bella Ciao e l'Internazionale.
L'altro giorno, con la Paraguaya e la Coinqua Antropologa, nel mezzo di un soggiorno, per l'esasperazione s'è intonata Contessa e Bandiera Rossa.

Forse allora possiamo dirci una cosa. Che la Sinistra italiana è dagli anni 50 che sta emigrando all'estero. E pare non abbia nessuna intenzione di tornare.
[L'effetto è quello di vedere le cose attraverso un vetro : accedere ai giornali online digitando www. e senza impiastricciarsi le dita del nero dell'inchiostro, ascoltando la voce di Chavela Vargas che arriva dall'altra stanza.]

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la terra dei cachi, politicamente, vida de barrio




Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin