Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Viaggiatori senza orologio

Ari, la contessa rocker in trasferta brasileira
La Granduchessa di Toscana, Maestra di Couscous e anche lei ambasciatrice in Terra Brasilis
Edi, Signora dal capello sempre perfetto, ha abbandonato la Città Rossa per la seducente CapitalCity
L'AVciDuca Sgrevio del Regno di Sicilia, Bardo per la Casata della pasta al forno
La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

Incisioni sul tavolaccio

utente anonimo in Orologi nel cassetto...

Siamo sintonizzati su

RadioSopa

l'animale di pezza


Lillo è il nichilista assoluto,
lo snobismo fatto a peluche,
l'abisso del nulla in forma morbida e pelosa.
-in gentile adozione da
la Bambina Filosofica-

Il vicinato consiglia

passaparola

Io non mi faccio inciabattare.

Feeds

  • Powered by Splinder

Hanno deposto l'orologio

*loading* passanti

Benvenuti a Sin-Reloj

. Creative Commons License
SenzaOrologio è una repubblica dove ogni limite ha una pazienza sotto Licenza Creative Commons.

martedì, 26 agosto 2008
Al Lettore




Don't you hear me
bang my head
against your wall?

Of course, you do,
So how come
you don't answer me?

Bang your head
on your side of the wall
and keep me company.

To the Reader - Charles Simic





spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (3) |
carta bianca

domenica, 24 agosto 2008
Lisboa

Haverá sempre um porto por achar
Em outro mar que não o navegado
Haverá sempre o que não é e o que não vem
Sua verdade está em o sonhar [...]

D. Sebastião - Manuel Alegre

Camminiamo, MammaMarchesa e io camminiamo: tutto il giorno, imperterrite, un passo dietro l'altro, 34 anni e molto altro che ci divide.
Ci si lascia prendere la mano dalle strade di Lisbona, uno smette quasi di sentirsi stanco pur di arrivare al prossimo scorcio, al belvedere che si nasconde alla calçada successiva. Spesso e volentieri, proprio a pochi passi da noi, un bagliore intenso e accecante d'investe: è il Tejo, invaso da quei raggi di sole su cui sono stati scritti altrettanti fiumi d'inchiostro.
Aggrappate alle maniglie dello scricchiolante tram 28, passiamo dalla storica Praça do Comercio al Cimitero dos Prazeres, dove fu sepolta la famiglia di Pessoa. La giriamo in lungo e in largo, questa capitale, che a confronto della Gran Ciudad mi sembra subito facile e a misura d'uomo. Eppure tutto ciò si rivela come una sorpresa davanti a cui spalancare gli occhi, perchè dopo un anno mi ero scordata quanto anche le grandi città potessero essere vivibili.

Ci si riempiono i capelli di vento, che ci accompagna come un sottofondo costante in ogni dove: da Cascais a Cabo da Roca, Sintra, Belém, persino nelle terre riarse dell'Alentejo e tra le strade bianche di Evora. Arriviamo sempre sfinite in hotel, eppure la sera basta una doccia e una mezz'ora coi piedi all'insù per essere di nuovo pronte a ripartire, alla ricerca di qualche posto stuzzichevole dove riempirci lo stomaco dopo tanti kilometri macinati: non resta che inerpicarci per le scalette dell'Alfama o del Bairro alto e viziare qualsiasi sfizio ci sovvenga studiando i menu di questa o quella tasca.

I momenti più meravigliosi sono sopraggiunti per caso, come dovrebbe essere in certe occasioni. Nel mezzo del nulla, affondando il naso nell'aria fresca, il sole che batte impietoso sul capo e non sentirlo, passiamo il tempo a contare inutilmente le onde che si infrangono sulle rocce dabbasso.



Libri da viaggio e sul viaggio: la guida Clup sul Portogallo, con le sue mappe arancioni illeggibili e i suoi disegni e curiosità deliziose, un'altro libro guida scritto da Pessoa e titolato alla città che gli diede i natali e l'ultimo saluto; infine, un libro di viaggio che ruba il titolo ai versi del medesimo, "Lisbona e Tago e tutto". Breve, agile, troppo frammentario, conciso e insipido per arrivare a intrappolare in un centinaio di pagine le atmosfere, il fascino e quello sguardo che va a posarsi sul confine tra passato e futuro, ma che la città stessa ci insegna a non confondere con il presente.

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (4) |
on the road

venerdì, 15 agosto 2008
C'è un cartello alla porta, dice...




Back in 5 (days)!

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (5) |
on the road

martedì, 12 agosto 2008
Sin-Reloj

Dalla Marchesa Filosofica a Sin-Reloj/SenzaOrologio.
Dal pensiero astratto a un gesto concreto.
Tutto qui.



Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio


     Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perché è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. Ti regalano - non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinghino simile a un braccetto disperatamente aggrappato al tuo polso. Ti regalano la necessità di continuare a caricarlo tutti i giorni, l'obbligo di caricarlo se vuoi che continui ad essere un orologio; ti regalano l'ossessione di controllare l'ora esattamente nelle vetrine dei gioiellieri, alla radio, al telefono. Ti regalano la paura di perderlo e che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto tra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.



Istruzioni per caricare l'orologio


     Laggiù in fondo sta la morte, ma niente paura. Afferra l'orologio con una mano, prendi con due dita la rotellina della corda, falla girare dolcemente. Adesso si apre un altro periodo, gli alberi dispiegano le loro foglie, le barche corrono le loro regate, il tempo come un ventaglio si va empiendo di se stesso, e da esso sgorgano l'aria, le brezze della terra, l'ombra di una donna, il profumo del pane.
     Che vuoi di più, che vuoi di più? Legalo presto al tuo polso, lascialo battere libero, fa di tutto per imitarlo. La paura arrugginisce le àncore, ciascuna delle cose che si potevano raggiungere e che furono dimenticate sta corrodendo le vene dell'orologio, incancrenendo il freddo sangue dei suoi piccoli rubini. E laggiù in fondo sta la morte, se non corriamo e arriviamo prima e non comprendiamo che non ha più nessuna importanza.



Julio Cortázar  - Storie di cronopios e di famas

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (6) |
carta bianca

venerdì, 01 agosto 2008
And I feel good

Condisco le giornate di lunghi momenti a pancia all'aria a pensare, ma senza troppi rimuginii del caso; porto a spasso il cane e lascio che sia lui a trascinare me per un po', a piantare il naso per cinque minuti buoni in qualche punto tra l'erba, dove si concentrano odori nascosti. Lascio che il passo sia il suo, mentre ci avviamo per le strade poco battute di questa campagna toscana inondata di sole e di caldo.

Risistemata la stanza dal caos primordiale che l'aveva invasa la prima settimana, ora riesco ad essere qui e un po' più presente. Racimolo pezzi di me passati e presenti, fotografie, cartoline, biglietti di treno, regali, libri e cerco di rincollarli insieme per formare un qualche insieme coerente. Anche se ora come non mai Insieme e Coerente mi sembrano parole enormi e pesanti.

Una settimana, due concerti, uno jazz, l'altro blues e un cinema all'aperto. Ci si godono i festival estivi come non mai, almeno per quest'anno. Se ripenso alle estati passate credo di non essere mai stata qui per più di due settimane e si vede.
La disseminazione dei paesini della val d'Era sono ancora, per me, una specie di mistero che si snoda tra i colli e la piana, si confondono nomi, vie, posti. Eppure quando sali sulla vespa e ti perdi a guardare la valle che si abbassa mentre arranchi per la salita di sterrato , il susseguirsi di case di campagna e di alberi, ulivi, cipressi, pini marittimi, campi gialli di erba seccata dal caldo e di grano, sparisce qualsiasi inquietudine, qualsiasi pensiero e non resta che fotografare il momento, incorniciato dal rumorino vispo del motore e dal mormorare sordo delle macchine sulla Fi-Pi-Lì.

Ieri sera s'è toccato l'apice. J.W. Williams (basso e voce), Luca Giordano (chitarra), Vince Vallicelli (batteria) e Pippo Guarnera (hammond), in piazza a Pontedera.
Il concerto è andato avanti due ore e ci s'aveva tutti la gambina che batteva imperterrita il tempo dei loro blues caldi e divertiti. Alla fine nessuno ce l'ha fatta più: sugli ultimi pezzi sono arrivati tutti sotto il palco, giovani, adulti e nonni.

Ora mi toccherà smettere di dire che questo posto è un buco...

spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (8) |
la terra dei cachi, free listening, quotidiano animale




Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin