Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dà nno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con à ncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...] Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio. Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"
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Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità , i minuti e le sciocche banalità , "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.
54 - la ragazza che si sposa
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Quest'anno a Natale hai cercato di guardarli tutti dal di fuori: la casa riecheggiava più o meno ogni cinque minuti del nome di qualcuno, la tv sintonizzata su Dottor House con zia Genoa che provava ad ascoltarlo, in sottofondo altri mille rumori e chiacchiericci. Mentre si preparavano i pranzi si pensava anche alla cena e allora via, un budino da preparare al volo, col cioccolato che si fondeva nel latte mentre il dottore isterico ingoiava pillole e zio passava per la cucina scandendo: "Foreman, la biopsia!".
Hai immaginato casa con in mezzo qualcuno di estraneo per vederli e, infine, hai concluso che li trovi tutti sommamente divertenti; Cugino, futuro prossimo papà, è già subissato dalle richieste per chiamate appena Cugina metta piede in ospedale a gennaio. Dal canto mio, la prima cosa è stata chiedergli che nome avrà il pupo. Così, tanto per sapere di che perculate potrà soffrire in futuro. Dicono si chiamerà Alexander Leonardo, sicchè noi s'è annunciato che, oltre a doppio nome e cognome, gli affibieremo anche un Magno, da Vinci a completare il tutto.
[Leggende: si dice che al telefono, quando nacqui, nonna avesse capito che avrei dovuto chiamarmi Costantino e si mise a piangere.
Si dice anche che tastandomi avesse pronosticato: ha il pettino alto, avrà delle belle poppe.
Forse non disse proprio poppe, ma sul resto c'azzeccò.]
Ci sono questi pomeriggi interi passati a giocare al paroliere e in queste cose nessuno sembra invecchiare di un anno. Intanto, NonnoBerto bofonchia in soggiorno chiedendosi com'è possibile che si possano passare 4 ore di fila a giocare a un tavolo facendo casino per 10. Una mano si allunga a scavare il panettone lasciato nelle vicinanze, i cani se ne stanno placidi sulle brandine vicino ai fuochi e, anche se diminuiamo piano piano con gli anni, in attesa dei cambi generazionali l'atmosfera è sempre quella.
Non sembra passato il tempo nemmeno quando zio, che è sempre stato un freddoloso, si cala i pantaloni di pile in mezzo alla cucina e dice: "guarda, come sono bello" e sotto ha questi fouseau aderenti grigini da sotto-tuta da sci.
Eppure gli anni passano eccome e ora sono io la prima a svegliarmi e l'ultima ad andare a letto; prima delle 10 del mattino nessuno appare in cucina, ma nel giro di mezz'ora abbiamo già messo su 3 caffettiere e scaldato una decina di fette di pane per la colazione.
Roba che ti giri 2 minuti e il caffè che avevi lasciato lì è già sparito.
Famiglia che non c'era lo scorso anno, mentre camminavamo la sera del 24 per le vie di Patzcuaro illuminate e semi vuote; famiglia che c'è quest'anno ed è bello ritrovare, uguale e diversa da come è sempre stata, ma tutto sommato fedele al suo modo di essere.
Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti parola di Jasper Griffin