Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

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Viaggiatori senza orologio

Ari, la contessa rocker in trasferta brasileira
La Granduchessa di Toscana, Maestra di Couscous e anche lei ambasciatrice in Terra Brasilis
Edi, Signora dal capello sempre perfetto, ha abbandonato la Città Rossa per la seducente CapitalCity
L'AVciDuca Sgrevio del Regno di Sicilia, Bardo per la Casata della pasta al forno
La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

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Lillo è il nichilista assoluto,
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mercoledì, 08 aprile 2009
Orologi nel cassetto e zaino in spalla

Si parte per qualche giorno abbandonando il maniero, ci si lascia cullare dalle traversie dei viaggi e dai ritardi di Trenitalia. [Promemoria: ricordarsi di portare un libro o due, parole crociate, riviste, musica... per ingannare le lunghe attese!]

C'è un immenso mondo di domande concentrato nei pochi cm2 della capoccia e cominciano a starci troppo strette.
[Hoy me encontraba en la calle, ya era de tardecita y acababa de comprar los boletos para mi mañana. Me paré enfocándome en un pensamiento y fue
ahí, precisamente ahí que me destrozé sola.
Se me cerró completamente la garganta y sentí distintamente ese sabor a sangre que la invadía. Tuve que andar tanto, hasta cruzar casi toda la ciudad para que se parara. Tuve que llamar a dos amigas para distraerme de mi pequeño pensamiento terrible y cotidiano.
Ese miedo tan enraizado que todavía después de meses sigue acompañándome de paseo a diario. Un miedo que puedo traducir sólo adentro de un idioma que no sea él mío.]


Meglio andare a ricercare il caldo romano e i piatti famigerati degli ZiiMatematici, l'atmosfera del borghetto sul lago e il ristorante di pesce di fronte alla vecchia piazza.
Insomma, ci si rivolge indietro per riuscire a godere delle vacanze, per iniziare a esplorare cosa mai ci sarà più avanti.

Nel frattempo compilo bandi e domande di partecipazione con poca, pochissima convinzione e mi acciglio di fronte alle segretarie che mi osservano spietate, come l'ultima disgraziata giunta a bussare alle loro porte.
E questo è solo l'inizio, ma qui non ci si lascia di certo scoraggiare...

Per il momento è tutto, ma presto su questi schermi:
la Marchesa cerca Lavoro
e
la Marchesa cerca di acchiappare una patente.


Salut à tous et bonnes vacances!



spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (6) |

giovedì, 02 aprile 2009
Comin' back... home

Casa è rimasta vuota per un po'.
Vuota di pensieri e di parole sufficientemente interessanti per trovare ragione di esistere qui, oltre che nella mia testa. Vuota per il bisogno di tenere certe sensazioni per sè e meditarle un poco più a fondo prima di lasciarle libere.

Ora toccherà riaprire le finestre cigolanti, togliere la polvere dai vetri e dall'animale di pezza, ritirare fuori le tazzine da caffè in attesa degli ospiti, radunare le frattaglie di anima, i libri sparsi e, una volta ancora, seppellire l'orologio da qualche parte.

Cominciamo a rispolverare le ultime letture, condite con velleità da laureata in erba.
L'ossessione del mese, siori e siore superstiti, è La Versione di Barney di Mordechai Richler. Canadese, ebreo, sottilmente ironico e tremendous! Iniziato sotto tesi ci ho messo due mesi a finirlo, di certo non per difficoltà sua. Adorato sino a commuovermi a più riprese sul finale, ho trascorso un pomeriggio di cosmica depressione al pensiero di averlo finito così in fretta (le ultime 150 pagine sono partite nel giro di una mattina).
"Per dirla tutta, sono un contaballe nato.
                  Ma del resto cos'altro è uno scrittore, anche se alle prime armi come me?"


A questo sono succeduti due libri della Nina Berberova (Il giunco mormorante e Il lacchè e la puttana), nonchè la celebre Solitudine dei numeri primi -e quella faccia inquietante in copertina che mi fissa ogni volta che entro in libreria ha iniziato a stancarmi, francamente-. Nessuno dei tre paragonabili al precedente, seppure il giovine Giordano sia riuscito a incollarmi per due giorni sul divano (altrui) per leggerne a scrocco una copia, anch'essa altrui.

Insomma, nell'ultimo mese ho recuperato astinenze letterarie e due libri iniziati e abbandonati in corsa.
Nel frattempo sono riuscita a scrivere una tesi in spagnolo di 170 pagine, iscrivermi a due corsi di inglese e francese, laurearmi, festeggiare e magari anche innamorarmi.
Forse s'è rimasti chiusi anche per overdose di emozioni e parole.


spifferato all'animale di pezza da Bristalian | link | commenti (2) |
on the road, carta bianca, quotidiano animale




Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin