Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dà nno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con à ncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...] Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio. Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"
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Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità , i minuti e le sciocche banalità , "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.
54 - la ragazza che si sposa
Appartamento Misto
Ari
Blu notte giallo limone
Calzino Sexy
Cucina Democratica
Gaea Muir
Herramienta Mental
Infausto online
Io, Funambola
L'orso elettrico
La Betta
La Profe!
Laddove Forse
megorias regadas de una mengana
MegrezM
Onde Anomale
Paloma
rafeli blog: diario delle piccole cose
Sex and the City
Strepitupido!
Sushi di pensieri
Tone's Sculpture
Vero Sudamerica
Ari, la contessa rocker in trasferta brasileira
La Granduchessa di Toscana, Maestra di Couscous e anche lei ambasciatrice in Terra Brasilis
Edi, Signora dal capello sempre perfetto, ha abbandonato la Città Rossa per la seducente CapitalCity
L'AVciDuca Sgrevio del Regno di Sicilia, Bardo per la Casata della pasta al forno
La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake
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Lillo è il nichilista assoluto, lo snobismo fatto a peluche, l'abisso del nulla in forma morbida e pelosa. -in gentile adozione da la Bambina Filosofica-
*loading* passanti

SenzaOrologio è una repubblica dove ogni limite ha una pazienza sotto Licenza Creative Commons.
Dimostrazione scientifica di due condizioni:
1) la mia addiction al lavoro accademico ha ormai raggiunto uno stadio sviluppato;
- per dire, oggi qui è festa nazionale per il día de la Revolución e io sono in piedi. Dalle 8.-
2) sono sotto tesi, è un anno che lo dico, ora c'ho le prove.
Mi sveglio, guardo l'orologio, ore 8 e 08, fisso lo specchio davanti a me.
D'improvviso un lampo: emerge un'idea che aspettavo da tre settimane almeno.
Mi alzo di scatto, sposto i kg di coperte e corro ad accendere il pc, per buttare giù l'attesissimo indice che è rimasto in attesa per settimane e che il prof. sta, pazientemente, aspettando da una vita e 2 semestri (ore 8:09; tempo di reazione: 60 secondi circa).
Soddisfazioni: togliere la parola "possibile" davanti al titolo ("Indice") del suddetto documento;
constatazioni: da quando sei qui ti sei alzata prima delle 9 solo una volta, ossia quando è stato strettamente necessario;
deformazioni: comunicare La Notizia - fonte di una rivoluzione del tuo umore in questo lunedì mattina di novembre- alle prime persone online in chat.
E come dicevano delle donne sagge: Son Cose, signoramia!
Sto scrivendo il mio primo "avance" (tipo capitolo provvisorio) di tesi.
Consegna domani.
Lavori iniziati: oggi alle 11 di mattina, dopo un risveglio alquanto depressogeno, i cartoni e aver sistemato un racconto sfornato ieri di fresco.
Devo ancora pranzare e sono 5 ore e mezza che non mi schiodo dalla sedia, niente doccia, niente lavaggio dei denti dopo colazione.
Ormai manca solo l'ultimo paragrafo e le conclusioni. Certo una settimana di inserramento in biblioteca è servita, quanto meno per chiarire qualsiasi idea possibile e immaginabile.
Non c'è da stupirsi poi se il figlio dei padroni di casa passi a salutarmi e dopo commenti: "Ti vedo stanca". Ma non mi dire... eppure ecco una cosa che mi fa resistere. Facendo Questo lavoro potrei continuare le ore senza sentirne eccessivamente il peso. E mi sento bene, mi sento brava, non penso alle Contraddizioni in Termini e non mi rendo conto del tempo che passa, della fame, della pioggia e di quanto sia grigia e deprimente questa giornata.
Si ringraziano:
la compu Yoda, che anche se vecchietta, regge.
Le schede bibliografiche usate per i riassunti - che qui, se non usi le suddette fichas, non sei nessuno.-
Il mio buon Cronista, i domenicani, i collegi d'insegnamento del secolo XVI e tutti i libri scritti a proposito.
Per finire, il supermercato vicino a casa, il caffè mandato dalla MammaMarchesa e i film pirata di Filosofia, che saranno fondamentali per la mia serata e la lunga notte che le seguirà.
e che consiglio assolutamente. Storie delicate, ironiche, mordaci, fantasiose, che rompono la rutina tra un libro e l'altro.
Persepolis

Del sentirsi a casa
Tornare dopo una serie di viaggi, rimettere piede in quel posto che hai visto tutti i giorni per 5 mesi, salire lentamente i gradini, percepire i rumori familiari e portarci a spasso qualcuno che non l'aveva mai vista. E l'Università non ti era mai sembrata così bella. Tanto che ti sei regalata uno di quei braccialettini gialli e blu che dice "hecho en CU" e ti è sembrato un piccolo momento di svolta.
E' la strana felicità del ritorno, che oscilla tra un moto malinconico verso ciò che hai lasciato e le piccole abitudini che sanno di buono, riscoperte di momento in momento.
Dell'essere in Tesi
Elemento attorno al quale rota un 70% della tua attuale vita e che è diventato fonte di preoccupazione, impegni, ansie ingiustificate e non. Intanto, il fatto che il ProfessorBuho, di là dal belpaese, non risponda alle tue email inizia a causarti una serie di crisi di bipolarismo che oscillano tra il si è un'ottima persona e il peròccatzorispondi!
Delle promesse non mantenute
In questi mesi poi ci hai pensato, alla scaldabigolaggine diffusa, e ti eri ripromessa che sì, decisamente bisognava selezionare meglio.
Adesso che succede? Rientri pienamente nei ritmi universitari, metti a posto la testa sulla tesi, inizi a studiare un po' seriamente, programmi vacanze di Pasqua.
E nell'ordine riappaiono:
ScusaPronta, ovvero colui che a qualsiasi invito rispose al 90% "non posso" e che ora, apparentemente, dice sì.
l'Economista, conosciuto durante il viaggio in Chiapas, si quota con un limone che non si è da allora ripetuto (e mi unisco di fronte alla collettiva perplessità di chi si chiede perchè continui a invitarmi a prendere caffè senza che si sforzi di offrirne almeno uno)
e il Cubano-Panista, che di per sè dovrebbe essere una contraddizione in termini e, per questo, nei flussi di pensieri e di chiacchiera profusa venne ribattezzato Il Nemico. Ergo, potresti iniziare a credere di nuovo al coniglio pasquale, babbo natale e al topolino dei denti.
Dichiara: un amico conosciuto in viaggio, con cui si parla decisamente poco e che, dopo mezz'ora di discorso serio sulla sua relazione di due anni che va a rotoli, a un certo punto tira fuori un "però quando ci siam visti te mi sei garbata parecchio eh". (non che l'abbia detto esattamente così, ma la versione messicana avrebbe reso comunque meno).
Ecco, come se tu non m'avessi appena finito di raccontare della tua donna che non vuole figlioli e che questo per te è decisamente importante. Mavvia!
Da qui si rafforza la convinzione che l'arte del glissare e il senso dell'ironia siano armi fondamentali per la sopravvivenza.
E tutto ciò avviene per aver aperto per sbaglio il cosiddetto Trapolo dopo un paio di settimane di clausura dalle comunicazioni virtuali.
Ecco, quasi quasi adesso lo abbandono ancora per qualche giorno e mi dedico a me.
Poi, quello che succede, succede.
on air: "again, just for fun, I just like to sing".
Ogni tanto in questa GranCiudad alzi lo sguardo e, appese ai fili onnipresenti della luce, vedi un paio di scarpe. Capita spesso di vederle, qualsiasi sia il barrio, appese per i loro lacci.A quelli che... la Domenica sarà sempre il giorno prima del Lunedì
Ci sono anche le Domeniche, in questa Città Grande. E' il primo giorno di questa, lunga, settimana in cui c'è qualcuno in casa oltre a te la notte; la prima sera con annessa cenetta insieme alla novella coinqua Antropologa.
Ci si alza con calma, intorno alle 10, si rivoluzionano le stanze a nostro piacere, per una dimensione casalinga più personale.
E' mezzogiorno passato da un pezzo quando usciamo sotto un sole caldissimo, che quasi quasi ci stava bene la canotta scollacciata, malgrado la settimana di raucedini e improbabili starnuti ogni tre secondi tre.
Gironzoliamo per il mercato di Coyoacán e ci sono mille banchettini, non tutti esattamente etnici come il mondo si immaginerebbe, ma scopriamo una buona dose di posti dove ci fermiamo pensando: "Ecco, qua si torna assolutamente".
E poi c'è il languorino delle 2 passate e questa Taquería dove ci fermiamo incuriosite, è affollata, c'è poco spazio e un puzzino di fritto tra il disgustoso e l'invitante. Nel giro di cinque minuti ci si libera un paio di buchi al bancone e prendiamo posto. Si parte con due tacos a testa da condividere dagli stessi piatti, per concludere con le quesadillas.
Usciamo da questo pomeriggio con un poster a testa, tra ispirazioni zapatiste e altre artistico riveriane e la pancia decisamente piena e soddisfatta.
Al supermercato. Passo le ore a cercare un fantomatico stendino, sbirciando ogni singola corsia, ma pare che qui non si trovino così facilmente. Saranno oggetti rari, penso. Percorro e ripercorro anche le file di quaderni per selezionare quello giusto. Con i quadretti come piacciono a me, anche se la combinazione strappo&buchi non si fa trovare.
Domani è il "Primo Giorno di Scuola" - si parte in tromba con 7 ore di lezione, tra le 12 e le 9 di sera - e c'è una certa Strana Sensazione nell'aria.
Delle tesine scritte in due giorni.
Arriva la mezzanotte dopo una giornata al pc.
La notizia buona è che distogli finalmente gli occhi dallo schermo perchè arriva un messaggio della AmicaStorica che ti narra un esilarante gossip su un exexex.
Dopodichè, fissando i fogli sparpagliati sulla scrivania e contando 10 ore tra studio e tastini in cui ti è volata la giornata, ripeti come un mantra:
Oggi si è aperto il giorno delle grandi manovre, ovvero la risistemazione dei mobili nella mia stanza.
Lasciando perdere le ore spese a leggere e rileggere manuali di cromoterapia applicata all'arredamento, consultazioni dell'I Ching varie e l'acquisto di testi tipo "Feng Shui for dummies", oggi, nel giro di un'oretta, è avvenuta una piccola rivoluzione
Bisogna sapere che nella casetta di Parruccolandia, le pareti della mia stanzina sono rimaste piuttosto spoglie da quando sono qui. Conoscendo le mie manie per cartoline, foto, poster e colori, la cosa potrebbe sembrare strana ed, in effetti, èparso anche a me. Così, dopo colazione, ho avviato l'opzione "casalinga maniaca", risistemato la cucina, fatto una lavatrice che attendeva da una settimana [no, è che stavo per restare a corto di mutande, diciamo la verità...] e poi mi sono data agli spostamenti.
Sarà che stamani ero di buon umore e mi sono stufata dello stato vegetativo-finto iperattivo che mi ha colta nel post-laurea
Sarà che sto seguendo un corso con un prof. fighissimo, ma proprio grandioso ed appassionante, che mi fa tornar la voglia di aprire i libri e mi entusiasma un sacco
Sarà che il primo esame alla specialistica è andato come volevo io
Sarà che le dimostrazioni d'affetto fanno troppo bene alla salute e bisognerebbe esternare di più e farsi meno pipponi mentali
Sarà che ieri ho visto l'ultimo Loach, premiato Palma d'Oro a Cannes quest'anno, e mi è salita la rabbia che mi piglia sempre di fronte a film a sfondo indipendentista.
Presi gli ingredienti, tritati e shakerati per un po', il risultato è piuttosto soddisfacente... più tardi vado finalmente a comprarmi delle tende decenti e qualche cosa da appendere e l'opera sarà completa!
E poi, pigiama party stile festa delle medie a gogò!
The Doctor's Corner:
"Il vento che accarezzava l'erba", titolo del film di cui sopra, viene tradotto dall'inglese "the wind that shakes the barley"... ora, so che faceva tanto poetico, ma cari traduttori, tralasciando la traduzione di shakes (più scuotere che accarezzare in effetti... altro che poesia, chissà che direbbe il signor Loach?!), ma come se questo non bastasse... a voi pare che barley voglia dire erba?!
Diciamo piuttosto che se ne sono fumata parecchia, per infilarci un titolo del genere!
L'orzo signori, l'orzo irlandese da cui nasce la famigerata Guinness, la Kilkenny e molte altre delle meravigliose birre irlandesi che troviamo nei più comuni pub.
La line che da nome al film viene da una canzone tradizionale irlandese, cantata nel corso del film ad una veglia funebre. E, udite udite, anche nei sottotitoli presenti barley ci viene tradotto come erba.
Ma quand'è che daremo lavoro a gente competente qui in Italia?!
Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti parola di Jasper Griffin