Sin reloj

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria. Non ti dànno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. [...]
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

Julio Cortázar - "Preambolo alle istruzioni per caricare l'orologio"

Senza Orologio

Utente: Bristalian
Nome: Marchesa
Se questa dovesse essere una casa, allora fate si che il passaggio da queste parti non sia affrettato, ma nemmeno che ci si attardi troppo. Che anche l'ultimo arrivato sia sempre benvenuto e che si cancellino le formalità, i minuti e le sciocche banalità, "pan nuestro de cada dia". E ogni viaggiatore, all'entrare, lasci fuori dalla porta il suo orologio.

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Viaggiatori senza orologio

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La Baronessa Calzino delle terre gaeliche, fondatrice della setta Mapocake

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lunedì, 17 novembre 2008
workoholic

Dimostrazione scientifica di due condizioni:
1) la mia addiction al lavoro accademico ha ormai raggiunto uno stadio sviluppato;
- per dire, oggi qui è festa nazionale per il día de la Revolución e io sono in piedi. Dalle 8.-
2) sono sotto tesi, è un anno che lo dico, ora c'ho le prove.

Mi sveglio, guardo l'orologio, ore 8 e 08, fisso lo specchio davanti a me.

D'improvviso un lampo: emerge un'idea che aspettavo da tre settimane almeno.

Mi alzo di scatto, sposto i kg di coperte e corro ad accendere il pc, per buttare giù l'attesissimo indice che è rimasto in attesa per settimane e che il prof. sta, pazientemente, aspettando da una vita e 2 semestri
(ore 8:09; tempo di reazione: 60 secondi circa).

Soddisfazioni: togliere la parola "possibile" davanti al titolo ("Indice") del suddetto documento;
constatazioni: da quando sei qui ti sei alzata prima delle 9 solo una volta, ossia quando è stato strettamente necessario;
deformazioni: comunicare La Notizia - fonte di una rivoluzione del tuo umore in questo lunedì mattina di novembre- alle prime persone online in chat.

E come dicevano delle donne sagge: Son Cose, signoramia!

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mercoledì, 24 settembre 2008
Lost

[Camminare nella notte buia verso il supermercato, passando tra i vicoli di una periferia poco illuminata; sotto la felpa, brividi e umori altalenanti che seguono il ritmo del passo spedito.]

Nei pochi attimi in cui tutto è buio hai la percezione di ritrovarti addosso qualcosa in meno di quello che dovrebbe. Si mischiano leggerezze ed esitazioni, non riesci a formulare pensieri coerenti, straparli, ti zittisci, in ogni caso è raro avere in bocca parole appropriate (ancora). Senti il rumore del vuoto nella tua testa, mentre ti affanni a raspare il loro involucro trasparente.
Cominci dalle parole e finisci per scordarti proprio di tutto il resto.
Te ne sei resa conto oggi in biblioteca, quando hai rivisto una ragazza che devi aver incontrato in facoltà in questi ultimi 3 giorni o due settimane fa; ricordavi il volto, ma nulla, assolutamente nulla di quando, come o dove vi foste viste in precedenza. Dunque, hai iniziato a preoccuparti.

Ormai conosci questi momenti, i cali d'attenzione alla vita e al mondo; sarà il periodo migliore per rischiare di perdere portafogli, occasioni, incontri, ti passasse sotto il naso un maiale viola non lo noteresti e finiresti per non registrare quell'odore o quel titolo che avrebbe colpito nel segno in un altro momento.
Semplicemente non ci sei.
Hai lasciato in mano il tuo involucro di pelle e nervi al pilota automatico, che ti sbatacchia qua e là tra sedi d'esame, biblioteche e pause caffè. Affidatagli la tua agenda piena di post it e promemoria, sei evidentemente fuggita altrove a giocare a nascondino, troppo divertita ad inseguire un'ape cicciona per accorgerti che la tua vita sta girando senza che tu te ne accorga.

Si inserisce qui il seguente annuncio:

AAA Cercasi persona sana di mente e di corpo, ma soprattutto di spirito, che riporti la qui presente sul pianeta della realtà. No perditempo e masochisti.
Sì erasmus, fumatori e non, ingegneri.

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mercoledì, 17 settembre 2008
Misto di pensieri alla julienne

Zen mood. Assodato che hai perso del tutto la calma guadagnata ad agosto, ora puoi dichiarare di essere ufficialmente impazzita e ricominciare a lavorarci sopra.

Amicizie. A seguito della tua improvvisa perdita di qualsiasi fiducia e della successiva incapacità d'intendere, non passa giorno senza che le tue amiche ti riportino sulla terra, sfoderando per te la frase giusta al momento giusto.
Per questo non smetterai di ringraziarle da mattina a sera (AvciDuca, si senta incluso).

Occasioni. Ce n'è una enorme deposta sulla tua scrivania in questi giorni. La prima conferenza, che implicherebbe tornare in Messico, poter studiare in pace per la tesi, rivivere per un mese in quell'atmosfera, la cui assenza ha iniziato a farti sentire sospesa e malinconica.

Occhiali. Sono la tua piccola difesa intellettuale per affrontare le giornate fuori. Li ringrazi, oltre che per questo anche perché ti ricordi che, seduta alla scrivania, dove sai fare meglio ciò che ti piace, puoi ancora toglierli.

Skype. Da qualche mese, con il tuo professore-relatore parlate anche via skype e, ogni volta, ti sembra una tra le divertenti assurdità della giornata. Vi lasciate brevi chat, sul genere “lascio skype aperto, quando vedi il messaggio chiamami” e ormai conti che è quasi uno di famiglia.
Giusto ieri ha ben pensato di dirti che la suddetta “conferenza” potrebbe durare anche una o due ore; l'assenza di una webcam l'ha privato dell'espressione scioccata che ti si è dipinta addosso nell'immediato. Dopodichè hai passato due ore con le mani nei capelli pensando "noncelafacciononcelafacciononcelafacciononcelafaccio".


Digestivo. Alzarti, bere un caffè con calma, sentire che non è più così freddo come negli ultimi giorni e ricominciare da capo.


[C'è un'immagine che ti ha trasmesso di nuovo una certa tranquillità. L'hai impostata come sfondo al vecchio pc, sperando di non dimenticare]

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giovedì, 10 luglio 2008
Tic tac tic tac tic tac...

A meno 24 ore dalla partenza ho capito che se inizio a fare le lavatrici senza metterci il sapone, c'è un problema. Che forse stavolta la valigia pesa un pochino di più dell'andata ma anche che sono pronta a scannare a morsi l'Iberia, o chi per essa, si frapponga fra me e i miei chili di troppo.

Che la giornata "bah" era dettata dal fare cose qualsiasi per non pensare ogni momento che quel gesto, quel piatto, quel posto li avresti vissuti per l'ultima volta. I molti arrivederci di questi giorni si sommano alla consapevolezza che non potrò tornare qui tanto presto come speravo, che per il momento è andata così e c'è solo di che farsene una ragione. Non resta insomma che attaccarsi ad un (inesistente) piano B e incrociare le dita.

Siamo a -24 e ho finito di impacchettare quasi tutto, restano fuori... computer, pigiama e spazzolino.

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lunedì, 31 marzo 2008
Della sociopatia

Pasqua: 15 persone, 3 macchine, un viaggio di 5 giorni accampando a zonzo per lo stato di San Luis Potosi; nonchè, infinite ore con i vestiti appiccicati al sedile e i finestrini abbassati, tanta musica e pensieri preconfezionati che si lasciano cadere sull'asfalto.
Per questa lunga strada si è perso il conto di molte cose e se ne sono raccolte altre.

Questa settimana: due cene con vari partecipanti, una sera dopo l'altra; numerosi caffè, colazioni, pranzi fuori, momenti di euforia e di estrema preoccupazione sin dal primo lunedì mattina; ho persino creduto di essermi presa una cotta mostruosa, ho persino creduto che avrei davvero sbattuto forte la porta in faccia a qualcuno. Fortunatamente no e, in ogni caso, è il momento di tirare un lungo sospiro (di sollievo).
Si apprende il fascino nascosto della relatività dei comportamenti umani.

Sabato&Domenica: qui la gente si stupisce che nel finesettimana mi rinchiuda in casa a vedere film, leggere libri e lasciare che l'umore abbia tutti gli altiebassi che vuole, senza condizionamento alcuno. Questo solo perchè è Sabato, mentre io insisto che, Davvero, non mi va di avere intorno nessun altro, che non sia la coinqua Ecologica.
Chè va bene stare in gruppo, ma sto gruppo, ogni tanto... ducojoni.


In Sintesi:
Beatles, Revolver
Everybody seems to think I'm lazy. I don't mind, I think they're crazy...

M. Gondry, Eternal sunshine of the spotless mind (che con un titolo così meraviglioso ci sia toccata una traduzione tanto orrenda, non si può spiegare.)
...you stop listening to what is true, and what is true is constantly changing.

J. Jarmusch, Coffee and cigarettes;
Iggy: Cigarettes and coffee, man, that's a combination.

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domenica, 16 marzo 2008

Ho la tachicardia.
Cazzo.
Ultimamente ho spesso la tachicardia.
Bella storia, vent'anni con tre più e sono già da rottamare.

Tengo taquicardia.
Puta.
Últimanente me da mucho taquicardia.
Chale, ventitrés años y ya estoy echa puta.


Sto bevendo, spesso e parecchio. Dietro c'è la voglia di buttarsi alle spalle una serie di piccoli pensieri cattivi che stanno presidiando il cervello. E le loro mamme, le prese di coscienza, dietro a vociare, chè quelli mica se ne stanno buoni nel loro cantuccio.

Tomo, bastante y a menudo. Detrás de esto hay mucha gana de dejar atrás una serie de pequeños pensamientos malos que me presidiaron el cerebro. Y sus madres, las tomas de conciencia, detrás de ellos, gritando, porque aquellos no se quedan quietos en su rincón.

Ieri sera li ho presi tutti, li ho legati ben bene e sbattuti in un sacco nero. E domani, gli ho detto, domani vado a buttarvi nel fiume. Anzi, no. Che qui nella Ciudad mica ne sono rimasti, di fiumi.
Vado a buttarvi sotto il primo autobus in partenza, prima di farvi ciao ciao con la mano da dietro un finestrino.

Ayer en la noche los agarré a todos, los até bien y los eché a una bolsa negra. Y mañana, les dije, mañana voy a tirarlos todos al rio. Ay no, en la Ciudad ya no hay rios.
Voy y los echo debajo del primer camión que sale, antes de hacerles señas de saluda detrás de la ventanilla.

Ma quelli mica la smettevano. Non che si lamentassero, non sarebbe da loro - bisbigliavano e basta; i bisbigli sottili nel cuore della notte non ti lasciano proprio dormire, e non c'era verso di farli star zitti. Nel buio della veglia mi tenevano stretto il mignolo perchè non mi abbandonassi del tutto alla stanchezza e ai vapori dei mojito caserecci.

Pero estos no paraban. No es que se quejaran, no sería algo para ellos - solo susurraban; los susurros sutiles en el pleno de la noche no te dejan dormir, y no había manera, de hacerlos callar. En la casi oscuridad, dormitando, me apretaban el dedo para que no me abandonara totalmente al cansancio y a los efectos de mojitos caseros.

Sono le mattine in cui ti guardi allo specchio e ti vedi sul serio: i capelli scomposti, gli occhi distrutti e delle occhiaie da fossa comune. Bello schifo.

Son de estas mañanas en que te miras al espejo y te ves, pero en serio: el pelo descompuesto, los ojos inchados y unas ojeras como fosa común. Qué asco.

Per questo si riparte.
Ma si riparte o si scappa? Ci riflettevo la notte passata, mentre mandavo un messaggio intristito.
Sono giuta a una conclusione. Curiosità o fuga, sia quel che sia, ho uno zaino sulle spalle e voglia di areare il locale prima di rinchiudermici per gli ultimi mesi di vita messicana.

Por eso me voy.
Me voy o huyo? Pensaba en eso la noche pasada, mientras mandaba un mensaje entristecido.
Llegué entonces a una conclusión. Curiosidad o huida, sea lo que sea, tengo una mochila en los hombros y mucha gana de dar aire a este lugar antes de encerrarme aquí para mis últimos meses de vida mexicana.


Perchè la Ciudad ha qualcosa che ti succhia via l'anima e te la rende solo al casello d'uscita dell'autostrada.
E chi con me l'ha capito, intuisce quanto sia essenziale andarsela a riprendere con le unghie e con i denti una volta ogni tanto.

Porque la Ciudad tiene algo que te saca el alma y te la rinde solo en la salida de la casita.
Y quienes como yo lo entendieron, saben cuanto sea esencial irse para ella cada tanto, listos para combatir con uñas y dientes, una vez sobre dos.

on air: metallica - Welcome Home (Sanitarium)

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martedì, 11 marzo 2008
Pensieri ai raggiX

Del sentirsi a casa
Tornare dopo una serie di viaggi, rimettere piede in quel posto che hai visto tutti i giorni per 5 mesi, salire lentamente i gradini, percepire i rumori familiari e portarci a spasso qualcuno che non l'aveva mai vista. E l'Università non ti era mai sembrata così bella. Tanto che ti sei regalata uno di quei braccialettini gialli e blu che dice "hecho en CU" e ti è sembrato un piccolo momento di svolta.
E' la strana felicità del ritorno, che oscilla tra un moto malinconico verso ciò che hai lasciato e le piccole abitudini che sanno di buono, riscoperte di momento in momento.

Dell'essere in Tesi
Elemento attorno al quale rota un 70% della tua attuale vita e che è diventato fonte di preoccupazione, impegni, ansie ingiustificate e non. Intanto, il fatto che il ProfessorBuho, di là dal belpaese, non risponda alle tue email inizia a causarti una serie di crisi di bipolarismo che oscillano tra il si è un'ottima persona e il peròccatzorispondi!

Delle promesse non mantenute
In questi mesi poi ci hai pensato, alla scaldabigolaggine diffusa, e ti eri ripromessa che sì, decisamente bisognava selezionare meglio.
Adesso che succede? Rientri pienamente nei ritmi universitari, metti a posto la testa sulla tesi, inizi a studiare un po' seriamente, programmi vacanze di Pasqua.
E nell'ordine riappaiono:
ScusaPronta, ovvero colui che a qualsiasi invito rispose al 90% "non posso" e che ora, apparentemente, dice sì.
l'Economista, conosciuto durante il viaggio in Chiapas, si quota con un limone che non si è da allora ripetuto (e mi unisco di fronte alla collettiva perplessità di chi si chiede perchè continui a invitarmi a prendere caffè senza che si sforzi di offrirne almeno uno)
e il Cubano-Panista, che di per sè dovrebbe essere una contraddizione in termini e, per questo, nei flussi di pensieri e di chiacchiera profusa venne ribattezzato Il Nemico. Ergo, potresti iniziare a credere di nuovo al coniglio pasquale, babbo natale e al topolino dei denti.
Dichiara: un amico conosciuto in viaggio, con cui si parla decisamente poco e che, dopo mezz'ora di discorso serio sulla sua relazione di due anni che va a rotoli, a un certo punto tira fuori un "però quando ci siam visti te mi sei garbata parecchio eh". (non che l'abbia detto esattamente così, ma la versione messicana avrebbe reso comunque meno).
Ecco, come se tu non m'avessi appena finito di raccontare della tua donna che non vuole figlioli e che questo per te è decisamente importante. Mavvia!
Da qui si rafforza la convinzione che l'arte del glissare e il senso dell'ironia siano armi fondamentali per la sopravvivenza.
E tutto ciò avviene per aver aperto per sbaglio il cosiddetto Trapolo dopo un paio di settimane di clausura dalle comunicazioni virtuali.


Ecco, quasi quasi adesso lo abbandono ancora per qualche giorno e mi dedico a me.
Poi, quello che succede, succede.

on air: "again, just for fun, I just like to sing".

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sabato, 16 febbraio 2008
Definitivitivitività

Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'eterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina potestate,
la somma sapienza e 'l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.

                                                                            Dante - Inferno



Ecco, diciamo che da oggi sono ufficialmente sotto tesi.
Così sembra più vero.

L'unico brivido è dato da quel "e io etterno duro"...


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venerdì, 15 febbraio 2008
Lei, lui e il palloncino

San Valentin en la GranCiudad es:
una locura di stelline e cuoricini, cartelloni e dichiarazioni d'amore eterno, mariachis che cantano e studentini mano nella mano che camminano ai 2 all'ora mentre tu pensi solo alla bistecca in frigo, che è dalle 12 che muori di fame e sono già le 3; cerchi di sorpassare ma te lo impediscono altri due studentini che arrivano in senso opposto con altri palloncini saltellanti alle loro spalle.
- Continui a camminare a denti stretti, sgusci tra loro e riesci finalmente a allontanarti con uno sprint. Ti lasci alle spalle una scia di sangue mentre un santo si è appena sfracellato sulla coppietta A -

Viabilità -
Camminare per le strade è come cercare di evitare piccioni in piazza San Marco, manco ti fossi tramutata in un seme di mais gigante. Il peggio arriva sul pesero: li vedi come si barcamenano con questi cosi colorati e cuoriformi che manco riescono a passare dalle porte, figurati te una volta che son salite 4 coppiette e lo spazio vitale già s'è azzerato.
Ma ti pare che io debba ritardare il Mio Pranzo perchè sulla combi ci sono più palloncini che persone e al fondo c'è un angiolone
con la testa fuori dal finestrino, che tra l'altro risulta essere tre volte la tipa che se lo accolla, occupando metà dei seggiolini minuscoli?

Ciudad Universitaria - Nemmeno qui si scampa. Inizi a chiederti se tutti stamani abbiano buttato il cervello dentro i bidoni dell'organico. Che qua si fa il differenziato eh.
Ti guardi in giro e li vedi: lui, lei e un coso gigante che svolazza al loro fianco.
Ma dico io, grullo d'un uomo, ma le puoi regalare un orso yogi grandezza naturale alle 8 de mattina, che poi finite a scarrozzarvelo, te e quella tappa della tu' fidanzata, tutto il giorno da un'aula all'altra?
Che poi alle lezioni ci viene anche lui e magari vuole pure partecipare, mentre io sono seduta per terra che non c'è un buco dove infilarsi.



E dire che, prima di notare tutto questo (ribadiamo, tu, alle 11 di mattina e senza del caffè in corpo hai il livello d'attenzione di un'ameba svenuta), stava quasi per scapparti un invito a pranzo a un tale che, per scarsa disponibilità, potremmo ribattezzare ScusaPronta.
C'ha pensato il cellulare a non inviare il messaggio (forse per intasamento delle linee? Forse).
- Meglio così. Non vorresti essere fraintesa. Il tuo cervello è ancora ben saldo alla scatola cranica. -

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venerdì, 07 dicembre 2007
Viaggi

Domani consegno due saggi e ritiro un voto. Un appuntamento con l'adjunto bono del profe di Teoria della letteratura (kulero, ancora deve finire la licenciatura e già da qualche lezione...) alle 10 davanti alla caffetteria zapatista di Filos.
La scusa ufficiale è ritirare il risultato del corso...

Domani cucino per un amico con cui ho tanta voglia e molto bisogno di chiacchierare un po' tra noi.
Di scaricare e ascoltare in silenzio.

Domani preparo uno zaino che non voglio sia troppo pesante.
Per viaggiare leggera e senza pesi; lasciare qui nel Distrito caotico le cerebralità cbe ti ancorano ai luoghi. Andare in Vacanza.
Finalmente.
Vedere luoghi, conoscere, gironzolare con il naso all'insù tra i mercati di un'altra città. Bonampac, Palenque, le lagune di Montebello, Sancris...
Il Chiapas, il Sud, andare, andare andare.
Comincio da sola e piano piano mi raggiungeranno tutti gli altri. Ma l'importante è cominciare.

Del sentirsi felicemente "desubicada":
Oggi una amica ha scritto una cosa illuminante. Dice:
Parti sempre e torni sempre. Ma non sai mai da dove parti e dove torni.

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Essere una gran dama è, ai massimi livelli, un'impresa da specialisti
parola di Jasper Griffin